Il francese aveva salutato Parigi con direzione Madrid convinto di trionfare in Europa, ma in due anni ha vinto due volte il Psg. E pure il Mondiale, dopo il debutto da sogno nel 2018, si è trasformato in un incubo
Potrà vincere la Scarpa d’oro, ma il Pallone d’oro gli è sfuggito di nuovo. Kylian Mbappé è in testa alla classifica marcatori di questo Mondiale con otto reti, insieme a Lionel Messi. Già in Qatar venne premiato con il trofeo di capocannoniere e la sua regolarità alla Coppa del Mondo è eccezionale: ventuno partite, venti reti. La media di un gol a gara è diminuita adesso perché contro la Spagna è rimasto a secco, privato di rifornimenti, impossibilitato a compiere iniziative personali, controllato a vista e in gruppo dagli spagnoli che lo ospitano nel loro campionato: “Si vince a testa alta, si perde a testa. Ma non siamo riusciti a fare quello che volevamo” ha detto sconsolato dopo la partita.
amore e odio
—
Il rapporto con la Coppa del Mondo sta passando da amore a odio. A Russia 2018, diciannovenne al debutto, si è subito messo in casa il trofeo, diventando anche il secondo più giovane a segnare in una finale dopo Pelé. Il quale aveva detto: "Mbappé può diventare il mio erede, e non sto scherzando. Rivedo molto di me stesso nella sua capacità di giocare in velocità. È un attaccante che pensa rapidamente: quando gli arriva il pallone, sa già cosa fare e ha già in mente dove andare". In Qatar quattro anni fa aveva firmato una tripletta nella finale persa ai rigori con l’Argentina, diventando il secondo a farlo dopo l’inglese Geoff Hurst che ci riuscì nel 1966. Qui aspirava alla terza finale consecutiva, eguagliando Cafu, ma è stato fermato prima. Con la Coppa del Mondo se ne va anche il sogno del Pallone d’oro, ma visto che si assegna ogni anno, potrà riprovarci, sempre che sconfigga un’altra maledizione: la Champions. È andato via dal Psg cercando l’alloro continentale, ma al Real Madrid è ancora a secco, mentre a Parigi hanno vinto due coppe di fila.


