Il Senato vota l'ok per il primo via libera al Ddl sulla caccia e scoppia la polemica con le opposizioni tutte schierate contro il provvedimento giudicato negativo sotto vari aspetti. A favore Giorgio Maria Bergesio, senatore della Lega e relatore del provvedimento: "ora - osserva - ci sarà una gestione attiva a tutela dei territori". Ma nei banchi dell'opposizione e soprattutto dal sit-in in piazza organizzato da Legambiente, Lac, Lav, Enpa, Lipu e Wwf davanti al Pantheon la bocciatura è senza appello.
Il testo che riforma la legge sull'attività venatoria datata 1992 punta a riconoscere l'attività venatoria come "utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi", aumentando così il numero di animali cacciabili e le aree di caccia consentite.
In sostanza considera la caccia non più una deroga alla protezione della fauna, ma una attività che partecipa in qualche modo alla tutela dell'ambiente. Viene per esempio estesa la durata e le zone dove poter praticare la caccia al cinghiale e in generale sono aumentati gli animali che si possono cacciare mentre le aree dove poter praticare la caccia vengono estese anche a boschi pubblici e aree demaniali, comprese le spiagge, con le indicazioni dll'Ispra su alcuni aspetti non più vincolanti.
E sui possibili rilievi dell'Ue il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto aveva detto nei giorni scorsi che "il Mase ha sempre lavorato per garantire la compatibilità delle disposizioni del disegno di legge con gli obblighi internazionali assunti e la normativa eurounitaria, smussando ed eliminando disposizioni critiche sin dalle bozze di lavoro".
Il messaggio alla base di questo disegno di legge è chiaro: ogni spazio naturale viene considerato potenzialmente disponibile alla caccia, con la fauna selvatica trattata come una risorsa da sfruttare", afferma per i Verdi Alto Adige-Südtirol, Aurora Floridia mentre lo storico leader dei Verdi, Angelo Bonelli ritiene che "la destra vuole trasformare parchi e spiagge in aree di caccia. Una vergogna contro la biodiversità".
Il M5s partecipa al sit-in contro il provvedimento ritenuto incostituzionale dal leader del movimento, Giuseppe Conte: "Riteniamo - precisa - che questo provvedimento legislativo sia contra constitutionem. La riforma dell'articolo 9, ha introdotto nella Costituzione il concetto di tutela dell'ambiente, protezione e preservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale, anche rispetto alle generazioni future".
D'accordo con questa tesi anche Italia Nostra. L'associazione ambientalista ritiene che il Ddl rappresenti un "grave arretramento della tutela della fauna. Va nella direzione opposta all'articolo 9 della Costituzione" Secondo il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra del Senato, Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama "per Meloni priorità del paese è la legge sparatutto'. Definizione condivisa dai senatori del Pd anche loro presenti alla manifestazione di protesta.
"La legge che la destra vuole approvare - affermano - è una modifica della normativa 157/92 che storicamente ha garantito un equilibrio fondamentale tra sviluppo sostenibile, difesa della fauna e del territorio e attività venatorie. Ora questa maggioranza vuole varare invece questa legge 'Sparatutto', una normativa che consentirà la caccia ovunque, senza tutele per gli animali e per le proprietà agricole, con il rischio concreto che l'Italia diventi il parco venatorio d'Europa attraverso la totale liberalizzazione dei permessi".
A difesa delle nuove norme le Associazioni venatorie, che alla vigilia avevano affermato come queste non cancellino le tutele, ma aggiornino solo le regole: "Niente caccia nei parchi o in città, intoccato il ruolo dell'Ispra" avevano sottolineato. "In questi mesi - il commento del presidente del Cncn (Comitato nazionale caccia e natura), Maurizio Zipponi - si sono diffuse ricostruzioni fuorvianti che non corrispondono a quanto inserito nel testo del ddl e che rischiano di spostare il confronto dal merito alla polemica ideologica".
Tra le forze politiche l'Udc si dice soddisfatta di un provvedimento "equilibrato e responsabile". Intanto anche un fronte trasversale di parlamentari rivolge un appello contro il provvedimento direttamente alla Presidente del Consiglio. Le parlamentari firmatarie richiamano le parole di Papa Leone XIV, che aveva definito la questione di "grande rilevanza sociale e morale", e il magistero di Papa Francesco sulla cura della "casa comune".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
1



