Francia-Spagna sarà la sfida con più contenuti tecnico-tattici, con Inghilterra e Argentina il calcio incrocia storia e politica
Dove eravamo rimasti? Al Mondiale che non è l’Europeo dove possono vincere, con tutto il rispetto, anche Danimarca e Grecia. Il Mondiale è un’altra storia. Due semifinali incredibili anche qui in America, le prime quattro del ranking. Era successo soltanto a Messico 70 e a Italia 90 che il Mondiale se lo giocassero soltanto nazionali che hanno sollevato la coppa. Nessuno può discutere Francia e Spagna che si affrontano nella finale morale di questo inizio secolo: le due più forti d’Europa hanno sovvertito l’ordine storico, superando Germania e Italia. Dall’altra parte l’Argentina che ha definitivamente staccato il Brasile ed è infinita, come spiegano i sette gol su nove dopo l’80’ nell’eliminazione diretta. Infine, l’Inghilterra che per potenziale, e per il solo esibire “questo” Bellingham, lo meritava, ma se il gol alla Norvegia l’avessero segnato a noi dopo che la palla aveva colpito un cavo, già ci sarebbero, giustamente, le edizioni straordinarie. Una mancanza di credibilità che si associa all’ultimo Turpin non più bravo a gestire, come s’è visto in Bosnia-Italia. E ora?
Calcio e politica
—
E ora, se Francia-Spagna è la sfida con più contenuti tecnico-tattici, Inghilterra-Argentina è quando il calcio incrocia la politica, la Storia, e racchiude in sé l’espulsione incredibile di Rattin nel ’66, quando tutto cominciò, e il fatto che sia morto prima di Argentina-Svizzera era un segnale, poi le Falkland, la mano de Dios, il gol del secolo, il Nord ricco contro il Sud sfruttato. Speriamo che tutto resti fuori, ma sarà la partita più difficile del torneo. Leggendo il cammino, la Francia si fa preferire alla Spagna perché non ha mai avuto momenti veramente difficili, anche se c’è da capire se le avversarie sono state davvero così modeste o le ha rese lei così. Vista l’ultima Argentina, invece, il calcio classico e diretto degli inglesi potrebbe lasciarsi preferire: le soluzioni di Tuchel non le avevano Capo Verde, Egitto e Svizzera che per poco non giocavano lo scherzetto. I crediti potrebbero essersi esauriti, se Messi non torna a risplendere.
Fuoriclasse o squadra
—
Messi sta sicuramente pagando il conto di un torneo lunghissimo, ma l’Argentina è lui. Arrivati a questo punto è ancora più facile identificarsi nei fenomeni. Leo è l’Argentina. Bellingham sta crescendo a ogni partita e quando succede, vedi Paolo Rossi, è un segnale importante, e poi c’è Kane. Nella Francia oltre a Mbappé c’è una cifra di fenomeni per i quali l’unico rischio, fin qui scongiurato, è lo squilibrio. La Spagna è diversa dalle altre, Lamine Yamal è ancora normale, quindi opporrà la “squadra” ai fuoriclasse. Nessuno spagnolo è forse da Top 11, ma l’organizzazione, i sincronismi, la cultura calcistica non possono essere minimizzati. Se poi, proprio davanti a Mbappé, si sveglia il ragazzo, sai che spettacolo.
Francia all’attacco
—
C’è stata una sola Francia fin qui: offensiva, con sempre cinque alti, e un pivot a gestire recupero e distribuzione ma sulla trequarti d’attacco. Oggi non c’è gara tra Koné e Tchouameni, pensiamo sarebbe un errore per Deschamps, che non ha sbagliato niente ma s’è corretto in corsa, rinunciare al romanista, mentre Doué dà meno verticalità ma più manovra, utile a una Francia istintiva. La Spagna senza il portiere non sarebbe venuta a capo del Belgio: ha qualcosa di meno, potrebbe approfittare dello sbilanciamento bleus. Al contrario, però, è una macchina da risultati: dal 2018 a oggi ha perso una partita su 27 tra Mondiali ed Europei, e ha vinto 7 delle ultime 10 con la Francia. A De La Fuente il compito di sbarrare la strada alle furie di Deschamps e ripartire in palleggio veloce.
Blocco vs Jude
—
Prevedibile invece il solito blocco basso argentino, attesa e ripartenza, e a questo punto viene il sospetto che sia una scelta quasi obbligata: Scaloni ha capito che i suoi non sono all’altezza nella manovra, devono innescare Messi negli ultimi venti metri, quindi la strategia è chiudere, soffocare e sorprendere. Però quasi tutti i gol, dopo il gruppo risibile, sono arrivati con aggressioni collettive e disperate. La coppia Romero-Lisandro, con tutti gli atteggiamenti da vecchio Sudamerica, è una forza. Forse la Seleccion si sta sottovalutando, segna 3 gol a partita: la sofferenza con la Svizzera senza Manzambi dice tante cose, però se non c’è Messi viene fuori l’anima operaia. L’Inghilterra rischia di andare in inferiorità in mezzo, Kane dovrà tornare, ma sarà Bellingham a creare il break. Sarà bellissimo vedere questa sfida perché l’inglese è l’unico nuovo 10, è il nuovo Platini, il nuovo Zidane, al cospetto dell’ultimo grande 10, Messi. Il 10 di Mbappé è simbolico, è una sintesi. Il 10 a Dani Olmo nella Spagna quasi un manifesto ideologico. Di sicuro un’occasione così per l’Inghilterra non si ripeterà facilmente. Nessuna delle quattro ha ancora perso. Due semifinali bellissime solo a pensarle.


