serie a noir
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Era un personaggio da film, Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra, uomo dalle mille risorse, con le mani in pasta ovunque, tra affari, sport e politica, ammanigliato con chi contava, ritenuto molto vicino a Giulio Andreotti. Consigliò una dieta a Totti, l'Olimpico lo insultava per gli scarsi risultati: lui intanto collezionava accuse e condanne
Non sapeva nulla di calcio, se ne vantava. Con discutibile ironia, sosteneva che l’ignoranza in materia era il miglior punto di partenza per fare il presidente di una grande società di calcio, nel suo caso la Roma, tenuta al guinzaglio con mano tremante nel biennio 1991-93. Personaggio da film, Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra, uomo dalle mille risorse, con le mani in pasta ovunque, tra affari, sport e politica, ammanigliato con chi contava, ritenuto molto vicino a Giulio Andreotti, sempre in equilibrio in quel territorio dove la legalità non è più tale, coinvolto in svariati scandali, condannato negli anni per finanziamento illecito ai partiti, falso, bancarotta fraudolenta nel crack del Banco Ambrosiano, finito in custodia cautelare, arresti domiciliari, perfino in prigione, “al gabbio” come dicono i romani, gradasso e spavaldo, una curiosa somiglianza con Aldo Fabrizi, per la mole e la posa. Conosciuto come il “Re delle acque minerali”, poiché era proprietario delle Terme di Fiuggi. Vita avventurosa e rovinosa di un fascista - lo ribadiva in ogni occasione - che più tardi, quando i fatti che andremo a raccontare erano già caduti in prescrizione nella memoria collettiva, si macchiò - anche qui sfoderando una inopportuna fierezza - di dichiarazioni antisemite e di frasi indegne contro gli omosessuali. Ma qui si dice del suo periodo nel calcio, e di come dalla tribuna finì direttamente a Regina Coeli.


