Dopo mesi di critiche il mondo rossonero scopre il terzino che ha deciso il derby e riaperto il campionato: Max lo ha plasmato, lui lo ripaga con applicazione e professionalità
E adesso, dopo mesi di sarcasmi (i tifosi) e critiche (gli addetti ai lavori), il Milan scopre di avere un nuovo eroe. Chi può raccontare di aver deciso un derby, entra ovviamente di diritto nella hall of fame. Anche se fino al giorno prima la gente rossonera faceva gli scongiuri soltanto a sentire il nome di Pervis Estupinan. Sul web giravano meme e ironie assortite, dove Pervis era tirato in ballo come il protagonista più improbabile del match. Individuato come l'indiscutibile punto debole del Milan nella stracittadina. I social sono un luogo dove abbonda la cattiveria, questo è noto, ma certe narrazioni - per quanto tossiche - non nascono dal nulla. Diciamo che la prima annata in rossonero dell'ecuadoriano è stata, al netto del derby, con più ombre che luci. Incertezze tecniche e tattiche, parzialmente ammorbidite da qualche giocata pregevole anche perché Estupinan non è un ragazzino (28) e arriva dal massimo campionato di riferimento (la Premier).
referenze
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Le sue migliori referenze sono quelle di De Zerbi, che lo ha allenato al Brighton e di lui circa un anno fa parlava così: "Se diventa pulito nel primo controllo e nei passaggi, penso possa diventare uno dei migliori terzini sinistri al mondo. Lui comunque è un giocatore di corsa e di quantità, non di palleggio". Non male, per essere il giudizio di un convinto esponente del giochismo. Allegri, che ha accolto Pervis a Milanello, ha inizialmente dato a lui i gradi da titolare. Bartesaghi, reduce da una stagione in C con la seconda squadra, gli era dietro. Poi Estupinan si è fatto male alla caviglia in nazionale, ha saltato tre partite (Fiorentina, Pisa, Atalanta), e quando è tornato il mondo intorno a lui era cambiato: Bartesaghi in rampa di lancio, sempre più solido e sicuro, e Pervis si è accomodato in panchina. Nessuna lamentela segnalata, quanto meno nulla che andasse una canonica ricerca di spiegazioni. Intanto Allegri, anche se gli preferiva Bartesaghi, ha proseguito a lavorare su di lui e nel derby sono stati raccolti i frutti, come ha sottolineato il giocatore a fine gara: "E’ il gol più importante della mia carriera. Ci abbiamo lavorato in settimana, il mister mi ha detto di attaccare e ho trovato il momento giusto". Occorreva affinare tempi e modalità in fase offensiva insomma, meccanismi che hanno bisogno di parecchio lavoro per essere affinati.
tiro dritto
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Il calcio di Allegri peraltro è molto democratico: con Estupinan siamo arrivati a 16 marcatori su 20 giocatori di movimento. Ma il suo resta ovviamente il gol simbolo di quest'ultima fetta di stagione rossonera, nella quale Pervis spera di riprendere quota agli occhi del tecnico. L'esultanza forse racconta parecchio: le mani sulle tempie, protese in avanti, sono sembrate mimare i paraocchi dei cavalli. Come a dire: vado dritto per la mia strada, senza guardarmi intorno, senza distrazioni e senza farmi influenzare dalle critiche. Ci sta, e per lui è importante anche in chiave futura: con Bartesaghi titolare inamovibile com'è accaduto sin qui, non era fantacalcio pensare a un addio anticipato del 2 rossonero (numero preso per omaggiare Cafu dopo i complimenti ricevuti dal brasiliano) in estate. Ma adesso la visuale è molto diversa. Lui intanto prosegue a lavorare come al solito, da Milanello arrivano solo riscontri positivi su di lui in termini umani e professionali: un ragazzo d'oro, raccontano, super collaborativo nel lavoro, molto benvoluto da tutti i compagni, che dopo il gol si sono riversati in massa sui suoi social per celebrarlo. C'è una foto, in particolare, di un abbraccio di Leao che pare quasi soffocarlo da quanto è intenso. E c'è anche un video della figlia, che si guarda e riguarda alla tv il gol del papà nel derby. Pervis è sposato con due figli e abita a Varese, che per Milanello è decisamente più agevole rispetto a Milano. Un particolare che fa capire bene il suo approccio.



