"La verità non si fabbrica, non si
manipola né si possiede come un trofeo, ma si accoglie, si cerca
con umiltà e si serve con responsabilità". Lo ha detto il Papa
parlando a Malabo, nel campus universitario che gli è stato
dedicato, al mondo della cultura della Guinea Equatoriale.
"Per questo, da una prospettiva cristiana, Cristo non appare
come una via d'uscita fideistica di fronte alla fatica
intellettuale, come se la fede iniziasse dove la ragione si
ferma. Al contrario: in Lui si manifesta la profonda armonia tra
verità, ragione e libertà", ha aggiunto il Pontefice.
Per Leone XIV "il problema non sta, dunque, nella conoscenza,
ma nella sua deviazione verso un'intelligenza che non cerca più
di corrispondere alla realtà, ma di piegarla alle proprie
misure, giudicandola secondo la convenienza di chi pretende di
conoscere. Lì la conoscenza cessa di essere apertura e diventa
possesso; cessa di essere cammino verso la saggezza e si
trasforma in orgogliosa affermazione di autosufficienza, aprendo
la strada a smarrimenti che possono arrivare a diventare
disumani".
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