Il Mediterraneo di Giorgio Armani chiude la Milano Fashion Week

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"Stiamo provando a portare avanti il disegno di Giorgio, lui c'è sempre e comunque, anche se ci manca il suo cazziatone" dicono insieme Leo Dell'Orco e Silvana Armani subito dopo la sfilata della nuova collezione uomo disegnata da lui e della cruise firmata da lei, per la prima volta in passerella insieme, nel cortile di palazzo Orsini di via Borgonuovo.
    "È la prima volta che sfila la Cruise, abbiamo pensato che fosse il caso di farla vedere perchè è molto bella - aggiunge Silvana Armani, oggi responsabile del womenswear della maison - poi i temi erano molto simili ed è stata quasi una scelta dell'ultimo minuto presentarla insieme". Il tema che guida entrambe le proposte infatti è il Mediterraneo tanto amato da Giorgio Armani, da cui Dell'Orco è partito per una ricerca dell'essenza che nasce dal confronto tra la sartorialità italiana e ciò che sta oltre l'orizzonte. Uno spazio assolato, dove la luce schiarisce i colori, il sale stropiccia i tessuti, in un'atmosfera evocata dalla location con sedute in paglia e lampade come piccoli ombrelloni. Il bianco della pietra arsa, le sfumature della terra, i toni delle spezie, il blu cobalto del cielo e del mare, l'oro spento, impastati dal caldo e dalla luce, fanno da leit motiv a sciolte sahariane, giacche allungate, pantaloni smilzi, camicie fluide anche senza collo.
    "Non ho fatto i bermuda per principio, tutto è coperto ma leggero, talmente naturale - sottolinea Dell'Orco - che i modelli quando i sono venuti a fare il fitting sono rimasti un po' stupiti, perché sembrava che potessero uscire tranquillamente in strada con i loro look. In fondo è quello che è sempre stato Armani, rendere le persone reali. All'inizio, senza di lui, sembrava difficile, però dopo è diventato possibile".
    In questo guardaroba estivo essenziale, il tailoring si arricchisce di ricami, texture, proporzioni e dettagli che rimandano a tradizioni lontane, le stesse echeggiate dalla collezione Cruise, la prima disegnata da Silvana Armani, fatta di giacche decostruite, soprabiti e abiti che si muovono tra azzurro e lilla polveroso, rileggendo con armonia i codici del guardaroba maschile.
    Una combo che strappa un applauso sincero al parterre dove siedono ospiti come Chiwetel Ejiofor, l'attore di '12 anni schiavo' e del nuovo 'Backrooms', il regista Paolo Sorrentino, il cantante Marco Mengoni e tanti amici della maison come la giornalista ex ANSA Roberta Filippini, in procinto di pubblicare la prima biografia ufficiale di Giorgio Armani, con il consenso della famiglia, che non a caso l'ha voluta allo show. Non si è visto, invece, Dario Vitale, l'ex designer di Miu Miu e, brevemente, di Versace, che gli ultimi rumors di settore vorrebbero in arrivo da Emporio Armani. Voci che - dice Dell'Orco all'ANSA chiudendo la questione - "non sono vere".
    Con la sfilata di Armani, nonostante domani ci siano ancora una manciata di sfilate in digitale, si è chiusa nei fatti una Milano Fashion Week in versione ridotta dalla mancanza di mega brand come Gucci e Fendi, ma comunque capace di dare un segnale forte al mercato: autenticità e verità le parole rimbalzate da un ceo a un designer, da una presentazione a una sfilata e perfettamente riassunte stasera in via Borgonuovo.
   

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