(di Gioia Giudici)
Anche agli stilisti piacciono i
film d'animazione: viene da 'A bug's life', visto in aereo,
l'ispirazione per la collezione per la prossima estate di Thom
Browne, che è tornato a sfilare a Milano, da cui mancava dal
2008, ricreando un giardino con 400 vasi dell'amato seersucker
nel cortile di Palazzo Serbelloni.
Ad aprire lo show, sotto il sole cocente, proprio una serie
di giardinieri, sui cui completi giacca-bermuda sempre in
seersucker sbocciano ricami di api e libellule. Il tema si
sviluppa in una reinterpretazione giocosamente botanica dei
codici distintivi dell'american prep, tra cappotti senza maniche
con collo balmacaan, bermuda, blazer a manica corta, tutti nei
toni del giallo, verde, rosa e azzurro cielo. Alle rane che
saltano tra foglie di ninfea e ai ricami a nido d'ape si
accostano i dettagli signature del designer, come le bordature
tono su tono, le fasce sulle maniche e il caratteristico nastro
rosso, bianco e blu. A completare i look - molti dei quali
vedono gonne a pieghe o longuette aderenti sotto la giacca -
cappelli a tesa ampia, veli trasparenti, cravatte regimental
portate con camicie con colletti e polsini a contrasto
removibili. Avvolta in un velo di tulle e perle, la sposa chiude
lo show cui assiste anche l'alieno già visto alla sfilata di
Browne a Parigi. In prima fila anche Gildo Zegna, il cui gruppo
detiene il brand dal 2018.
"Tornare qui dopo tanto tempo - racconta il designer
americano subito dopo lo show - mi ha portato a reintrodurre ciò
per cui si viene da Thom Browne, ovvero la sartorialità
strutturata, ma giocando con i codici americani, con l'estetica
preppy della East Coast, e giocando un po' con una storia per
divertirsi un po'". Una storia sempre vestita di seersucker:
"Personalmente non lo tolgo mai, lo metto - sottolinea lo
stilista americano - dal Memorial Day al Labor Day ed è presente
in ogni collezione, e in ogni collezione è diverso". Anche le
gonne sono una delle sue costanti: "le faccio indossare agli
uomini da 25 anni, mi piace che non siano così rigidi sulle
regole dell'abbigliamento maschile". Un esempio che ha fatto
scuola e che funziona ancora: "l'Asia mi ha supportato molto,
gli Stati Uniti stanno crescendo e anche l'Europa, capiscono
quello che faccio". E con Zegna "Non ho cambiato nulla del mio
stile, se non che ho incredibili risorse per lo sviluppo e la
produzione". E per gli show, visto che in un momento di crisi
come questo, molti hanno rinunciato a sfilare. Lui invece ha
scelto Milano, ma non è detto che rimanga: "Oggi sono qui e mi
sto godendo la giornata, vedremo - conclude - cosa succederà in
futuro".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
1



