Le lacrime di Carlo Corradini. Per il meccanico Aprilia nel 2022 il terribile incidente in moto: 22 fratture totali, asportato un polmone, 6 minuti in arresto cardiaco. Dopo lunghi mesi è tornato. Le sue frasi per la vittoria hanno commosso tutti
Ha scritto Carlo Corradini su Instagram: “Qualsiasi parola sarebbe poco… me lo doveva il Mugello”. Glielo doveva. Nessuna storia può, come questa, rendere l’intensità della gioia provata domenica dalla gente dell’Aprilia. Niente potrebbe spiegare meglio quanto e come il motociclismo sia – a dispetto di quel che potrebbe sembrare – uno sport di squadra. Carlo Corradini è uno dei meccanici di Marco Bezzecchi. Uno di quelli che per il suo Bez farebbe qualsiasi cosa. Come tutti gli altri, domenica, era commosso, prima ancora che contento. Emozionato, consapevole eppure al tempo stesso incredulo di essere lì a viverlo per davvero quel momento così solenne, straordinario. “la cosa più bella è stata vedere tanta gente felice”, ha detto il Bez per provare a descrivere quel che gli è passato dentro nel momento del trionfo supremo.
comunione
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Nel posto e nel momento che non dimenticherà mai ha pensato alla reazione degli altri. È per questo che è stata speciale, la vittoria di domenica. Per la comunione che si è creata. Per la consapevolezza collettiva di essere tutti “nel sogno realizzato”. Che quindi non era solo del Bez. O magari è che il Bez è stato talmente bravo da farci stare dentro tutti, al suo sogno. Chiunque se n’è più o meno consciamente reso conto. È per quello che in tanti erano commossi. E che nessuno, tra gli uomini in nero, aveva gli occhi asciutti. Chissà in quanti avevano osato sperarci.
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Magari ultimamente sì. Ma all’inizio dell’anno? Carlo Corradini sì. Per questa storia. Oltre che meccanico è pilota dilettante, con tante gare corse nei campionati nazionali. E col Mugello sentiva di aver un conto in sospeso. Lunedì su Instagram lo ha ringraziato. Segno che, forse, prima del GP d’Italia gli si era rivolto come a una specie di divinità pagana. La fonte di vita dei motociclisti. “Me lo doveva il Mugello”, ha scritto. Glielo doveva da quattro anni. Da quando, un giorno del 2022, al Correntaio la moto che stava provando non ha frenato. E lui si è lanciato. Nel buio del coma durato molti giorni. Con 22 fratture totali, due interventi chirurgici, il secondo per l’asportazione di un polmone. Durante il quale è andato in arresto cardiaco per quasi sei minuti. In tutto s’è fatto 115 giorni di terapia intensiva all’ospedale Careggi di Firenze. Pian piano è rinato. Dal 2024 è in Aprilia. È anche tornato in moto. Di più, l’anno scorso alla Aprilia All Stars di Misano la gara a coppie con le RS 660 Factory l’ha corsa proprio insieme al suo Bez. E l’ha vinta. Ma era un’altra la gioia che aspettava. C’era un solo posto dove la voleva. Domenica l’ha avuta.



