(di Barbara Marchegiani)
Il decreto lavoro sul tavolo del
governo con l'obiettivo di portarlo in consiglio dei ministri
martedì 28 aprile, con la proroga degli incentivi per giovani,
donne e Zes. Un'ulteriore casella cerchiata per un Cdm la
prossima settimana è quella di giovedì 30 aprile, proprio alla
vigilia del primo maggio: data che coincide anche con la
scadenza del taglio delle accise sui carburanti. E che, quindi,
potrebbe essere l'occasione per sciogliere il nodo della
proroga, su cui al momento non c'è ancora una decisione, oltre a
dare il via libera all'atteso Piano casa.
Il tema delle risorse rimane quanto mai centrale, in una
situazione di incertezza come l'attuale, con l'impatto economico
ed energetico del conflitto in Medio Oriente, e alla luce dello
scenario determinato dal non aver centrato l'obiettivo del
deficit al 3%, con la procedura di infrazione Ue che resta
aperta per l'Italia e l'idea non esclusa dal governo di uno
scostamento di bilancio. Il vicepremier e ministro delle
Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, rilancia il pressing
su Bruxelles.
Sul tema del lavoro e del "salario giusto" continua il
confronto per la messa a punto delle misure e la verifica fino
all'ultimo delle coperture. L'intervento che sembra certo è sui
bonus per le assunzioni degli under 35 e in area Zes (sia per i
giovani che per le donne) che scadono il 30 aprile, con
l'obiettivo di prorogarli fino a fine anno. Il meccanismo
sarebbe confermato, con l'incentivo (lo sgravio contributivo per
le imprese) pari a 500 euro mensili che sale a 650 euro al mese
per le assunzioni in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata,
Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Tra le
cifre circolate, si parla di una somma intorno ai 500 milioni
che sarebbe destinata a questo intervento. Si guarda anche a
contrastare i fenomeni di sfruttamento e caporalato e a
rafforzare le tutele per i rider, puntando ad un sistema di
riconoscimento unico per 'identificare' il lavoratore.
Sul tavolo non mancano altre ipotesi. Si starebbe studiando
anche un incentivo per la quattordicesima mensilità per
aumentare la retribuzione che arriva in tasca al lavoratore. Ed
un ulteriore intervento sulla formazione attraverso il Fondo
nuove competenze (al momento si sta ragionando su una somma di
350 milioni). Risorse permettendo, si valuterebbe la possibilità
di una estensione temporale della detassazione, con l'aliquota
al 5%, dei rinnovi contrattuali introdotta con la manovra di
bilancio per il 2026. Dovrebbe rimanere fuori la questione della
rappresentanza, se non con il richiamo a dei punti di principio:
tema su cui è in corso il confronto tra le parti sociali e che
dovrebbe essere ripreso dal governo, nella richiesta di
sindacati e imprese, dopo un loro eventuale accordo.
Resta il nodo delle accise sui carburanti con un nuovo taglio.
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