Giuseppina di Foggia firma l'accordo: esce da Terna rinunciando ai 7,1 milioni come buonuscita da direttore generale. Ne riceverà solo poco più di 100mila (lordi) come 'tfr' da amministratore delegato. Si aprono così le porte per la presidenza dell'Eni.La conferma definitiva è arrivata oggi in una lunga nota di Terna dopo una settimana di inviti decisamente molto pressanti arrivati dalla stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
L'addio a Terna è quindi formalizzato ma che Di Foggia avrebbe lasciato era già noto martedì scorso. Meloni, in visita al Salone del Mobile, era stata perentoria: "Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell'Eni e la buona uscita di Terna. Mi pare abbastanza semplice la questione", aveva aggiunto. Dopo poche ora la scelta era fatta e Terna rendeva noto che l'amministratrice delegata uscente aveva "manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell'indennità di fine rapporto".
Indennità e nuova carica non sarebbero state compatibili perché Terna ed Eni sono società infragruppo (Cdp, è il maggior azionista di entrambe) e per un passaggio da una società all'altra non ci possono essere indennità.
Polemica l'opposizione. Ultimo a parlare il leader del M5S, Giuseppe Conte: "Meloni non riesce a ottenere qualcosa neppure dalle più strette fedeli. È una questione di debolezza politica".
Polemiche a parte oggi l'accordo è fatto con firma in calce: Terna rende noto che l'amministratore delegato e direttore generale, "ha sottoscritto un accordo per la cessazione anticipata del rapporto di amministrazione e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale in essere con effetto dal 5 maggio 2026, preso atto che non risulta inclusa in alcuna lista per la nomina del prossimo cda".
Di Foggia riceverà invece, per la carica di ad, un trattamento di fine mandato pari a 108.750 euro lordi. A questi si aggiungeranno le competenze di fine rapporto e quanto spettante in relazione ai diritti maturati nell'ambito della partecipazione ai sistemi di incentivazione di breve e di lungo termine.
Nell'accordo è stata prevista, "subordinatamente alla nomina a presidente del consiglio di amministrazione di Eni, la rinuncia di Di Foggia all'indennità integrativa di fine rapporto spettante per la posizione di direttore generale. A tale fine era stato precauzionalmente stimato ed accantonato un importo pari a 7.189.750 di euro.
Si ricorda che Giuseppina Di Foggia, - scrive Terna - "amministratore esecutivo e non indipendente, è stata eletta dall'assemblea del 9 maggio 2023 nell'ambito della lista di maggioranza presentata da Cdp Reti ed in pari data è iniziato il suo rapporto di lavoro dirigenziale con la società".Il presidente Igor De Biasio assumerà i poteri per la gestione immediata della società, con le stesse prerogative e gli stessi limiti in precedenza previsti per l'ad, fino all'assemblea del 12 maggio 2026.
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