L'amministratore capo della Nasa,
Jared Isaacman, vuole restituire a Plutone il suo status di
pianeta e ridare al suo scopritore, l'americano Clyde Tombaugh,
il giusto riconoscimento. "Sono decisamente dalla parte di chi
vuole rendere Plutone di nuovo un pianeta", ha dichiarato
Isaacman durante un'udienza relativa al budget della Nasa per il
2027, davanti alla Commissione del Senato per gli stanziamenti,
quando il senatore Jerry Moran gli ha fatto una domanda in
merito. "Vorrei aggiungere che proprio ora stiamo lavorando ad
alcuni documenti che vorremmo portare all'attenzione della
comunità scientifica per riaprire questa discussione - ha
proseguito il capo della Nasa - e garantire che Clyde Tombaugh
riceva il riconoscimento che gli è stato dato in passato e che
merita di ricevere di nuovo".
Plutone è stato considerato per 76 anni, dalla sua scoperta,
avvenuta nel 1930, il nono pianeta del Sistema Solare. Il suo
status iniziò a essere messo in discussione già nel 1992, ma il
'colpo' decisivo lo inferse la scoperta, tra il 2004 e il 2005,
di altri tre corpi celesti di dimensioni paragonabili nella
stessa regione: Haumea, Makemake ed Eris.
Ciò portò, nel 2006, al declassamento di Plutone da parte
dell'Unione Astronomica Internazionale (Iau). Plutone non
rispettava, infatti, uno dei tre criteri sui quali si basa la
nuova definizione di pianeta elaborata in quella occasione,
quello di 'dominanza orbitale': in pratica, il corpo celeste
condivide la sua orbita con altri oggetti di dimensioni simili.
La controversa decisione ha innescato molti dibattiti, che
si sono riaccesi in maniera particolare nel 2015, quando la
sonda New Horizons della Nasa ha compiuto uno storico flyby di
Plutone, inviando le prime immagini da distanza ravvicinata. Le
foto hanno rivelato, infatti, montagne imponenti, vasti
ghiacciai di azoto e una ormai famosa regione a forma di cuore,
che però non sono stati sufficienti a far rientrare Plutone tra
i pianeti.
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18 ore fa
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