I responsabili delle religioni in
Italia hanno firmato, all'Ara Pacis a Roma, un Patto, frutto del
dialogo interreligioso in corso da anni. Un documento per
sottolineare quanto le fedi possano offrire un contributo alla
costruzione di una società pacifica e più giusta.
A firmare il documento, a nome della Conferenza episcopale
italiana, è stato il presidente, il cardinale Matteo Zuppi, il
quale ha sottolineato che questo traguardo non era "per niente
scontato, tra di noi e anche all'interno delle diverse
confessioni". Ricordando gli 80 anni della Costituzione, Zuppi
sottolinea l'importanza di avere citato nel Patto l'articolo 4,
quello sul diritto al lavoro, "che mette insieme il materiale e
lo spirituale, importantissimo". Poi il cardinale ha ricordato
che "quest'anno sono anche 40 anni da quell'incontro
straordinario di Assisi che San Giovanni Paolo II ha convocato
per la prima volta. Io credo che questo ci dà un ulteriore
motivo di responsabilità. Credo che quella visione per la pace,
anche quella per niente scontata, abbia aperto questo spirito
che ha affrontato l'elaborazione del Patto che è soprattutto un
metodo".
Parlando dell'Ara Pacis, Zuppi ha ricordato: "Qui è stato
fondato il diritto, il primo diritto, il diritto romano, che
nasce per risolvere i conflitti non con le armi, ma con il
diritto. In questi tempi in cui c'è paura, che si sono invertiti
i termini, forza e diritto, credo che anche questa nostra scelta
aiuta molto ad affrontare le differenze facendone una
ricchezza". "Questo Patto è offerto alla società dove spesso
vediamo al contrario una polarizzazione terribile e volgare che
cancella le differenze, in cui c'è soltanto il parlare sopra gli
altri che alla fine dimentica spesso anche il contenuto da cui
si partiva", ha concluso Zuppi.
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2 giorni fa
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