Al Golf Club Torino Dodo comanda dopo un giro che ha segnato il record del campo: 63 colpi, -8. Migliozzi terzo. E i due dilettanti torinesi Ponzano e Ferrero vanno sotto par...
Silvia Audisio
25 giugno - 20:57 - MILANO
Pronti via (e anche in bermuda per il caldo intenso, con deroga al regolamento del tour europeo). 156 i giocatori in partenza oggi per il primo round dell’Open d’Italia al Circolo Golf Torino. Che meglio non poteva finire. In vetta al leaderboard c’è Edoardo Molinari, che nel pomeriggio migliora di uno il record del campo dopo una cavalcata con dieci birdie e due soli colpi persi: 63 il suo score, otto colpi sotto il par del campo. Il 12 agosto 2025 il 45enne pro torinese, cresciuto su queste buche, aveva messo in pausa il suo golf. Quel giorno entrava in sala operatoria per sistemare il pollice della mano sinistra, dolente da mesi. "La mia stagione 2025 è finita, il percorso di recupero sarà molto lungo e spero un giorno di poter tornare a giocare e praticare senza dolore; sarà una battaglia, ci metterò tutto me stesso e spero di poter tornare a giocare un buon golf", scriveva su Instagram. Dopo sette mesi di stop, è tornato puntuale all’appuntamento con l’Open del suo circolo, e ha aperto alla grande. Il giorno dell’intervento aveva anche detto che per la stagione di golf c’era un’ultima cosa che avrebbe voluto conquistare, la Ryder Cup a New York da vice capitano. E anche questo è puntualmente successo.
ferrero e ponzano
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Tra i 19 azzurri in gara, anche tre amateur d’élite. Due di loro figurano in rosso sul tabellone con uno score sotto il par del campo (un par 71 di 5694 metri). Entrambi hanno tirato qui i primi colpi, sono cresciuti agonisticamente su queste buche, hanno ammirato la classe e i risultati dei fratelli Molinari, un’ispirazione assoluta. Michele Ferrero (70 colpi nel suo score) ha anche lo stesso coach di Edoardo e Francesco, lo segue fin da piccolo proprio come ha fatto con loro. Sergio Bertaina, anche caddie questa mattina, dice di lui: "È un giocatore intelligente che fa abbastanza bene tutti i colpi, forse da migliorare l’atteggiamento in campo, non così lineare: a volte rischia un po’ troppo e si demoralizza. Comunque sta giocando tornei di livello sempre più alto, è in fase di crescita ma anche di raccolta". Punti forti e debolezze? "Gioco molto bene sotto i 140 metri, da migliorare il putt che mi affossa tanti giri", questa l’auto analisi. 21 anni, nato a Chieri, Michele studia architettura al politecnico di Torino dopo aver provato la strada del college americano in North Carolina ("un anno solo perché non avevo l’opportunità di studiare quello che desideravo"). "Nessuna pressione per la mia prima gara del tour, perché qui in casa conosco ogni persona che mi ha seguito a bordo campo. Passare il taglio? Un sogno, ma cerco di godermi il momento e di fare bene sul mio campo", ha detto. Poi, a fine anno, le qualifiche di accesso al tour e si vedrà. 22 anni, Filippo Ponzano si è laureato lunedì scorso in Design del Trasporto, dalle auto agli yacht. Nella squadra del team vittorioso al Campionato Europeo, campione in carica agli assoluti italiani e numero 78 nell’amateur world ranking, oggi ha giocato due colpi sotto il par (69). Torino la sua città e il suo circolo ("una seconda casa"), dove Daniele Ronco è il suo coach e caddie per questa occasione. Quello di oggi lo definisce "un giro strano, male da tee a green, ma mi sono arrangiato con un gran gioco corto (considerando che ho centrato solo 11 green), portando a casa un risultato che mi mette in buona posizione. Domani spero di non dover lottare per il taglio, ma per qualcosa di più". Per crescere deve migliorare i colpi dal tee ma intanto, anche per lui un obiettivo sono le qualifiche per il tour.
testa alla ryder cup
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Molto bene nelle file azzurre il -6 (65) di Guido Migliozzi, terzo parimerito. Ottimi Lorenzo Scalise, Matteo Cristoni, Filippo Celli con -3 (68); con Filippo Ponzano a -2 (69), anche Stefano Mazzoli e Andrea Romano; seguono sotto par (-1, 70) Michele Ferrero e Aron Zemmer. Atteso domani un taglio sotto par, favorito da green più bagnati del solito per il grande caldo, dunque più morbidi e attaccabili. Intanto, mentre giocavano la loro partita, capitano e vice di Ryder Cup lavoravano anche su questo fronte. Manca tempo all’edizione di settembre 2027, ma ogni gara è una buona per osservare da vicino nuovi talenti da mettere in squadra. Non a caso Luke Donald ha marcato stretto lo spagnolo Angel Ayora (-5, 68). Nel suo giro record, Edoardo Molinari ha tenuto d’occhio il francese Martin Couvra (par, 71). Francesco Molinari invece (che al momento rimane indietro con score di +1, 72) ha osservato da vicino l’azzurro Guido Migliozzi (nella sua carta otto birdie e due bogey).



