Gol, Pil e inflazione: il sorprendente studio che indovina i risultati dei Mondiali

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M&G, società inglese di investimento globale tra le più importanti al mondo, utilizza sei parametri decisamente distanti dal calcio per azzeccare i pronostici. Ed è a quota 9 su 12, con 3 errori solo al 90'...

E se il calcio non fosse soltanto questione di tecnica, tattica, individualità e strategie di allenatori? Se il risultato delle partite delle nazionali potesse dipendere da questioni calcistiche ma anche socio-economiche? Prima che qualcuno si domandi che cosa c’entra la popolazione o l’inflazione con un successo in 90’, meglio sapere che con un modello predittivo del genere sono stati indovinati nove risultati delle prime dodici partite del Mondiale. Il 75 per cento. Neanche un indovino. Dei tre “errori”, due riguardano partite decise da gol oltre il novantesimo - Svizzera-Qatar e Costa d’Avorio-Ecuador - a conferma che per un niente il sistema avrebbe fatto quasi filotto. Davvero infedele è il risultato del Canada che avrebbe dovuto vincere 2-0 invece di fare 1-1 con la Bosnia. Non si può essere perfetti. Ora cosa succederà nel prosieguo del torneo? Se le previsioni dovessero essere ancora corrette si aprirebbe un dibattito sull’influenza di fattori non calcistici nel calcio. E forse negli staff entrerebbero sociologi ed economisti oltre agli analisti.

calcio ed economia

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Questo studio sorprendente è stato pubblicato l’11 giugno, prima dell’inaugurale, ed è firmato da M&G Investment, società inglese di investimento globale tra le più importanti al mondo, con sede nella City di Londra. L’autore dello studio, Joe Sullivan-Bissett, direttore degli investimenti, spiega di “aver ideato un modello predittivo che combina i principi fondamentali dell’economia con le classifiche ufficiali della Fifa, al fine di prevedere l’andamento del torneo”. Per essere più specifici: il modello è una combinazione alla pari (50/50) tra risultati sportivi e indicatori macroeconomici. La somma di questi parametri si trasforma in una previsione di “gol attesi”, i famosi expected-goals che però in questo caso non dipendono dalle occasioni pericolose.

nove su dodici

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Bizzarro? Può darsi. Però lo studio ha previsto alla perfezione Messico-Sudafrica 2-0, Sud Corea-Cechia 2-1 e Brasile-Marocco 1-1. Inoltre, ha dato il successo agli Usa sul Paraguay (solo 2-0), alla Scozia su Haiti (3-0), all’Australia sulla Turchia (1-0), alla Germania su Curaçao (4-0) e alla Svezia sulla Tunisia (5-1). Azzeccato anche Brasile-Marocco 1-1. Sbagliati Canada-Bosnia (2-0 invece del reale 1-1), Svizzera-Qatar (altro 2-0 invece di 1-1) e Costa d’Avorio- Ecuador (previsione 1-1, è finita 1-0). Non male.

i parametri

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Quali sono, in dettaglio, i parametri usati? 1) La popolazione: il calcio è un gioco di numeri, più persone ci sono, più è probabile che alcune di esse sappiano fare qualcosa con un pallone, dice l’analisi. 2) La crescita del Pil dà slancio: un’economia in crescita investe anche su infrastrutture e accademie calcistiche. 3) L’inflazione: la stabilità dei prezzi aiuta la formazione di giocatori. 4) La disoccupazione: se è bassa, l’economia funziona e i genitori possono permettersi di mandare i propri figli ad allenarsi invece di farli studiare per lavorare. 5) Il tasso di interesse di riferimento: nei paesi con tassi inferiori al 5% le istituzioni di solito funzionano meglio. 6) Il rapporto debito pubblico/Pil. Tutti questi fattori vengono combinati con l’ultimo ranking Fifa. Altrimenti, spiega Sullivan-Bissett, l’Argentina finirebbe dietro a Curaçao per l’economia. Da ultimo, si aggiunge un po’ di casualità.

e noi?

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Shakerate il tutto ed ecco le previsioni del Mondiale. Gentile analista, non è che a fine Mondiale ci darebbe anche un’idea di massima di quello che succederà all’Italia nella prossina Nations League? Così, tanto per prepararsi a quello che ci aspetta…

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