Sul palco dell'Ariston si parlerà del lavoro della Fondazione dedicata al ricordo della figlia uccisa dal fidanzato
28 febbraio - 20:40 - MILANO
Nella serata finale del Festival di Sanremo 2026 ci sarà spazio per parlare di un argomento delicato e che dovrebbe riguardare tutti come quello dei femminicidi. Dallo scorso anno il termine femminicidio è stato introdotto nel codice penale italiano diventando un reato contestato a chiunque cagioni la morte di una donna. Per affrontare questo tema, Carlo Conti ha invitato Gino Cecchettin, un uomo che ha trasformato il dolore per il brutale omicidio della figlia, in una missione educativa necessaria per sensibilizzare sull'argomento.
l'omicidio di giulia cecchettin
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La storia di Giulia Cecchettin ha scosso l'opinione pubblica. Nel novembre del 2023 viene denunciata la scomparsa di Giulia e del suo ex fidanzato Filippo Turetta a Vigonovo in provincia di Venezia. La verità però è un'altra, perché mentre tutti li stavano cercando, Filippo Turetta aveva già ucciso Giulia. Il ragazzo, che Giulia aveva conosciuto durante gli studi universitari, è stato poi fermato in Germania, arrestato dalla polizia tedesca mentre era fermo in autostrada in direzione di Monaco di Baviera dopo esser rimasto senza benzina. La lettera della sorella di Giulia, Elena Cecchettin, in cui ha denunciato le responsabilità di una società che giustifica e spesso crea "i figli sani del patriarcato e della cultura dello stupro" giustificando atteggiamenti come il controllo, il catcalling, il senso del possesso, ha acceso una luce diversa su questo tema.
gino cecchettin a sanremo 2026
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Il lavoro della Fondazione Giulia Cecchettin, creata da papà Gino, va proprio in questa direzione. A ridosso della sua partecipazione alla serata finale del Festival è stato pubblicato un video spot contro i femminicidi, incentrato sull'idea che la violenza non nasce all'improvviso ma si insinua nella cultura del quotidiano. Nel video ci sono un gruppo di ragazzi attorno a un tavolo in una serata come tante altre. Mentre le fidanzate non ci sono, iniziano a fare dei riferimenti ad atteggiamenti considerati normali come "era solo una battuta", "era solo una foto", "le ho solo detto di non vestirsi così". Un'escalation di commenti che arrivano a "ho dato un pugno al muro non l'ho menata" fino ad arrivare "le ho solo detto se mi lasci ti ammazzo". Il video spot si conclude con la frase: "La violenza non nasce all’improvviso. Si insinua nella nostra cultura. Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime".
chi è gino cecchettin e cosa fa
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Gino Cecchettin, con tutta la compostezza e l'eleganza che lo ha contraddistinto fin dalle sue prime apparizioni pubbliche, sarà sul palco dell'Ariston per portare il messaggio che ripete fin dal ritrovamento del corpo della figlia: "Guardatevi nella vostra relazione e abbiate il coraggio di dire a qualcuno se qualcosa non va". Ingegnere informatico, dal 2000 ha una sua impresa che lavora nel settore dell'elettronica, operando sia in Italia che all'estero tra Regno Unito, Stati Uniti, Francia. Nel tempo ha approfondito le strategie di vendita e marketing e nel 2018 ha aperto un'azienda che si occupa di vendita di prodotti per la gestione dei dati. Dopo la morte della moglie per un tumore nel 2022, Gino Cecchettin ha vissuto il lutto senza cedere al dolore ma cercando dei modi costruttivi per affrontarlo. Uno stile di vita che l'ha portato a impegnarsi in modo concreto dopo l'omicidio di Giulia, per cercare di evitare che altri genitori, altri figli, dovessero vivere l'incubo di un femminicidio.
La Gazzetta dello Sport
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