Lo spagnolo: "Con lo United ho provato sensazioni positive e, anche se c’è da continuare a lavorare, saremo pronti per il Torino. Arrivare in rossoneri significa realizzare un sogno"
Si è fermato per tre settimane a causa di un problema al retto femorale destro, ma adesso è di nuovo pronto e contro il Manchester United, quando è entrato nella ripresa, il Milan ha acquisito sicurezza in difesa. Mario Gila sta dimostrando perché Cardinale ha investito 30 milioni, bonus compresi, per averlo: lo spagnolo è un leader nato, il rinforzo ideale per una linea a tre che con Amorim sarà chiamata a dare qualità e rapidità alla fase di impostazione.
L’ex Lazio è pronto a essere protagonista: nonostante le richieste che gli erano arrivate da altri club, ha fortemente voluto indossare la maglia del Milan e adesso è felice. E’ stato il tecnico portoghese a convincerlo con una chiamata, ma era già entrato in sintonia con il mondo rossonero nei mesi precedenti, quando il ds Tare (prima di essere allontanato il 25 marzo insieme agli altri dirigenti ed Allegri) aveva iniziato il corteggiamento. Sabato nella splendida cornice della Tarczyński Arena di Breslavia ha confidato le sue ambizioni a tinte rossonere: è pronto per la nuova sfida che lo attende e vuole far bene. Fin dall’esordio sul campo del Torino. Alla quarta giornata tornerà nel "suo" Olimpico, per sfidare la sua ex squadra, ma avrà tempo per pensarci. Prima c’è il match con i granata e vuole iniziare bene, pensando una gara alla volta.
Mario Gila
Difensore
Nato nel 2000, ha esordito nel Real nel 2021, passando alla Lazio nel '22. In estate ha firmato col Milan
Gila, quanto avevate bisogno di una vittoria contro lo United per scacciare la negatività di un precampionato con pochi sorrisi e molte ombre?
"Sono sincero, ci voleva. Sono molto contento per il successo e per la prova della squadra. Sentivo che questa era la sfida ideale per ritrovare un po’ di positività in vista dell’inizio della Serie A. Sono molto contento che la squadra abbia disputato un incontro così, contro un avversario importante come il Manchester United. Ho provato sensazioni positive e, anche se c’è da continuare a lavorare, abbiamo dimostrato di essere pronti per l’inizio del campionato".
Lei dopo l’infortunio alla coscia destra è entrato nella ripresa. Si è messo definitivamente alle spalle un precampionato non ideale?
"Ho vissuto un mese strano, particolare. Purtroppo mi è già capitato di farmi male durante la preparazione. Due anni fa ho passato due mesi infortunato alla Lazio e mi era capitato anche negli anni precedenti... Mi sento meglio e sono molto contento perché la squadra ha un’energia positiva. Quando sono entrato in campo mi sono sentito bene con tutti e penso che questo mi abbia aiutato".
Come procede il suo inserimento nel gruppo?
"Sono stato accolto alla grande da tutti. Mi vede spesso sorridere e scherzare con i compagni perché mi sono sentito a mio agio fin dal primo allenamento a Milanello. C’è un’atmosfera positiva e non potevo chiedere di meglio".
Durante la tournée a Perth e a Giacarta abbiamo notato che c’è anche un bel feeling tra il gruppo e Amorim.
"Sì, con l’allenatore mi sono trovato subito a mio agio. È un tecnico a cui piace parlare con tutti, che cerca di curare i rapporti anche fuori dal campo. Penso che questo sia un fattore molto importante all’interno di una squadra".
Amorim vuole che la difesa stia più alta rispetto a quella del Milan dello scorso anno e lei sembra l’elemento perfetto per favorire questa rivoluzione tattica.
"Giocare con la linea più alta è sicuramente più rischioso. La scorsa stagione ho visto parecchie volte il Milan e aveva uno stile di gioco diverso, molto rispettato anche alla luce dei risultati ottenuti almeno fino a primavera. Però era un gioco molto diverso da quello attuale e magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest’anno l’interpretazione tattica è totalmente diversa e i tre dietro stanno molto più alti, alzando il baricentro. È vero che è tutto più difficile e che si corrono più rischi lanciandosi più metri alle spalle, però così la squadra ha la possibilità di recuperare palloni in una zona più pericolosa del campo. Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e più offensivo".
Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e più offensivo
Mario Gila
Per voi difensori vuol dire stare sempre concentrati al massimo e tenere la distanza giusta dei centrocampisti.
"È vero, dietro devi giocare... al millimetro, essere molto preciso e sincronizzato nei movimenti perché altrimenti... Contro lo United ci è successo un paio di volte di non essere messi bene e in situazioni così gli avversari possono arrivare facilmente in porta. Però, ripeto, a me piace questo atteggiamento e si addice alle mie caratteristiche. Giocando così penso di poter aiutare molto la squadra".
Cosa vuol dire per lei aver firmato per il Milan?
"Arrivare qua per me significa realizzare un po’ un sogno. Fin da bambino, come tutti, pensavo di diventare un giocatore, però arrivare a questi livelli... non è facile. Quindi è un sogno. Adesso cerco di essere positivo, di integrarmi velocemente, di parlare con tutti i compagni. Sono molto contento di essere al Milan. Abbiamo una bella squadra e, anche se non so cosa voglia fare la società fino alla fine del mercato, sono convinto che il nostro è un gruppo competitivo. Lo abbiamo dimostrato facendo bene contro lo United e dobbiamo continuare su questa strada".
Quali sono i progressi che dovete fare?
"Le cose che dobbiamo migliorare sono tante: per esempio non bisogna commettere errori banali e di presunzione oppure regalare gol agli avversari. Ciò premesso, la base di partenza è ottima e secondo me ci consentirà di competere a un livello molto alto. Ora sta a noi continuare a lavorare per fare altri passi in avanti".
A marzo-aprile, quando c’erano Allegri e Tare, lei era considerato un obiettivo concreto del Milan. Rispetto ad allora è cambiato tutto, in società e in panchina, ma lei è stato il primo rinforzo per la difesa. Il Milan era nel suo destino...
"Sì, sicuramente. Un fattore molto importante in questa decisione è stato Tare. Lo ringrazio tantissimo perché è stato una delle persone che mi hanno aiutato di più nella mia carriera e sicuramente ha messo il mio nome nella testa del Milan fin da subito, già a marzo, quando mancavano ancora tanti mesi alla fine della stagione. Dal canto mio credo di aver offerto un ottimo rendimento con la Lazio e questo mi ha consentito di piacere anche ad Amorim. Quindi alla fine l’affare è stato concluso e sono molto contento".
Un fattore molto importante in questa decisione è stato Tare. Ha messo il mio nome nella testa del Milan fin da subito
Mario Gila
A maggio e giugno è stato accostato al Napoli e all’Atalanta, ma lei ha fortemente voluto il Milan.
"Sì, ho voluto fortemente il Milan perché le parole di Tare erano molto positive sia sulla squadra sia sulla società. Poi ho ricevuto la chiamata di Ruben e mi ha subito convinto a venire. Avere il tecnico e il club che ti vogliono è stato molto importante nella mia decisione. Anche se mi volevano altre squadre, ho sempre considerato che il Milan fosse la scelta migliore".
Nella prima conferenza stampa stagionale Cardinale e Amorim non hanno nascosto la loro volontà di vincere subito. Le piace questa mentalità ambiziosa?
"Ovvio. A me piace vincere le amichevoli, le partitelle di allenamento e qualsiasi gara. Per me non esiste... non vincere. Se entra in tutti noi questa mentalità, questa voglia di andare avanti partita dopo partita in campionato e in Europa League, riusciremo a toglierci delle soddisfazioni e sicuramente regaleremo delle gioie ai nostri tifosi".
Com’è giocare con Modric?
"Lui è speciale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando ero più piccolo e sono stato con lui al Real Madrid. Mi allenavo con la prima squadra e, anche se l’ho 'vissuto' poco, lo guardavo come un riferimento: era un giocatore da ammirare, da osservare e dal quale imparare".
Lo ritrova dopo qualche anno e con un’altra maglia... Ha ancora qualcosa da imparare da lui?
"Ritrovarmi con Luka qua al Milan per me è un regalo del destino. Mi piace parlare con lui, conoscerlo e ascoltare i suoi suggerimenti e tutto quello che può trasmettermi. Sono sicuro che mi farà migliorare tantissimo come giocatore e, soprattutto, come mentalità".




