L'austriaco, uno scalatore puro, secondo anche nelle tappe di Blockhaus, Corno alle Scale, Pila, Carì e Piancavallo, oggi sarà sul podio a Roma accanto al danese che ha dominato la corsa rosa: "È bello essere 'il migliore degli altri', per così dire"
Secondo in classifica, ma primo degli umani. "Essere battuto da Jonas non è certo una vergogna. È bello essere 'il migliore degli altri', per così dire". Felix Gall ha concluso stremato la ventesima tappa di ieri con arrivo a Piancavallo. Dopo essere sceso dalla bici, e aver conquistato in volata il secondo posto alle spalle di Vingegaard e davanti a Jai Hindley, l’australiano destinato a chiudere sul gradino più basso del podio, il corridore austriaco della Decathlon CMA CGM Team ha potuto festeggiare una piazza d’onore che gli vale il primo podio in un Grande Giro. “Possiamo essere così orgogliosi di quello che abbiamo fatto in queste tre settimane. La squadra è stata perfetta”, ha raccontato il 28enne tirolese, autore di un risultato storico per il suo Paese. L’ultimo austriaco a salire sul podio di un Grande Giro era infatti stato Adolf Christian, terzo al Tour de France 69 anni fa. Al Giro d’Italia, invece, il miglior risultato in classifica ottenuto da un austriaco prima di questa edizione era stato il quinto posto di Georg Totschnig nel 2003. Determinante per il piazzamento di Gall è stato anche il contributo del connazionale Gregor Mühlberger, prezioso gregario soprattutto nelle tappe di montagna. "È davvero speciale averlo al mio fianco non solo come gregario prezioso e forte, ma anche come buon amico e compagno di stanza", ha affermato Felix, che ha anche rivelato di preferire le temperature più calde a quelle fredde.
edizione memorabile
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Il salisburghese Gall, scalatore puro e con sole due vittorie da professionista, al Giro 2026 ha collezionato cinque secondi posti di tappa, sempre alle spalle di Vingegaard, in altrettante frazioni con arrivo in salita. Gli arrivi a Blockhaus, Corno alle Scale, Pila, Carì e Piancavallo hanno confermato i valori espressi in corsa e, di conseguenza, la classifica generale. Il danese precede infatti Gall di oltre cinque minuti, un margine che riflette fedelmente l’andamento della competizione. “Jonas è chiaramente di un altro livello. Ma per me arrivare al traguardo a Piancavallo (non lontano dall’Austria, ndr) è stato bello. C’erano tanti miei connazionali a bordo strada ed è stato così bello vedere così tanta gente per strada e sentire il mio nome in continuazione. È stato davvero qualcosa di speciale”.
obiettivo raggiunto
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Lo scorso anno Gall aveva chiuso quinto al Tour de France e ottavo alla Vuelta a España. Quello del 2026 era invece soltanto il suo secondo Giro d’Italia, dopo il debutto nel 2022. “Quell’edizione in Italia (50° in classifica, ndr) è stato il mio primo Grande Giro di sempre, non ero minimamente vicino al livello che ho raggiunto oggi. L’obiettivo di quest’anno era salire sul podio e sapevo che era possibile, ma sapevo anche che molte cose dovevano andare per il verso giusto. Di sicuro abbiamo fatto molte cose bene nella preparazione. Ma devo dire che alcune cose sono andate a mio favore: non abbiamo avuto nessuna caduta e nessuna malattia. È stato tutto praticamente perfetto”.
tabù vittorie
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Con un Vingegaard di questo livello, conquistare un successo di tappa era praticamente impossibile. Una vittoria che a Gall manca dal Tour de France 2023, quando si impose in solitaria nella 17ª tappa, da Saint-Gervais Mont-Blanc a Courchevel, lunga 165,7 chilometri. Si trattava di una frazione alpina durissima, caratterizzata dalla scalata del temibile Col de la Loze prima della discesa e dell’arrivo in quota a Courchevel. In quell’occasione Gall riuscì a staccare gli altri uomini della fuga, tra cui Simon Yates e Pello Bilbao, e a resistere al ritorno dei protagonisti della classifica generale, conquistando così il successo più prestigioso della sua carriera. Quel giorno coincise anche con la crisi di Tadej Pogacar, episodio che spalancò definitivamente a Vingegaard la strada verso la vittoria del Tour. Lo stesso Vingegaard che oggi Gall ritroverà al suo fianco sul podio finale di Roma.



