Formula 1, se tutto va bene perché cambiare? Rischi e speranze del nuovo corso

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epa12800755 Lewis Hamilton of Ferrari in action during the 2026 Australian Grand Prix at Albert Park Circuit in Melbourne, Australia, 07 March 2026.  EPA/JOEL CARRETT EDITORIAL USE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

commento

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Alcuni piloti come Hamilton e Verstappen si sono già lamentati dei cambiamenti, ma la direzione della Formula 1 sembra chiara. L'obiettivo è trasformare tutto, andando verso la direzione della sostenibilità e dell'espansione del brand

Arianna Ravelli

Giornalista

7 marzo - 08:09 - MILANO

La F.1 ha successo, la F.1 cambia tutto. Non basterà il primo GP in Australia per avere già il quadro completo dei nuovi rapporti di forza, per vedere chi tra i quattro big (Mercedes, Ferrari, Red Bull, McLaren in ordine, forse, non casuale) sarà davvero davanti, per avere la certezza che le promesse di una Rossa finalmente competitiva per il titolo siano reali (ma poi con chi, l’eterno promesso Leclerc o il campione che cerca rivincita Hamilton?) o che un pilota italiano dopo decenni tornerà davvero a vincere un GP. Ci vorrà qualche gara per fare pratica con la rivoluzione, prendere confidenza con i nuovi termini (aerodinamica attiva, boost, modalità sorpasso), capire meglio come cambieranno stili di guida dei piloti e spettacolo in pista (davvero vedremo i sorpassi a Montecarlo, con queste macchine più corte?), lasciare depositare la polvere delle prime sgommate e intravedere una fotografia più chiara. 

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