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Alcuni piloti come Hamilton e Verstappen si sono già lamentati dei cambiamenti, ma la direzione della Formula 1 sembra chiara. L'obiettivo è trasformare tutto, andando verso la direzione della sostenibilità e dell'espansione del brand
La F.1 ha successo, la F.1 cambia tutto. Non basterà il primo GP in Australia per avere già il quadro completo dei nuovi rapporti di forza, per vedere chi tra i quattro big (Mercedes, Ferrari, Red Bull, McLaren in ordine, forse, non casuale) sarà davvero davanti, per avere la certezza che le promesse di una Rossa finalmente competitiva per il titolo siano reali (ma poi con chi, l’eterno promesso Leclerc o il campione che cerca rivincita Hamilton?) o che un pilota italiano dopo decenni tornerà davvero a vincere un GP. Ci vorrà qualche gara per fare pratica con la rivoluzione, prendere confidenza con i nuovi termini (aerodinamica attiva, boost, modalità sorpasso), capire meglio come cambieranno stili di guida dei piloti e spettacolo in pista (davvero vedremo i sorpassi a Montecarlo, con queste macchine più corte?), lasciare depositare la polvere delle prime sgommate e intravedere una fotografia più chiara.


