Il Nottingham vince 1-0 con rigore di Wood, i portoghesi 2-1 passando nel recupero. Tra una settimana le sfide di ritorno delle semifinali
Elmar Bergonzini e Davide Chinellato
30 aprile - 23:27 - MILANO
Due vittorie interne, di misura. Tutto quindi da decidere nelle gare di ritorno tra una settimana a campi invertiti. I successi di Nottingham Forest (1-0) sull'Aston Villa e Braga (2-1) sul Friburgo, lasciano aperte le semifinali di Europa League.
nottingham forest-braga 1-0
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La differenza, per ora, è tutta in una clamorosa disattenzione. Il derby inglese in semifinale di Europa League ripartirà da Birmingham la settimana prossima col Nottingham Forest avanti 1-0, conseguenza del rigore decisivo di Chris Wood al 71’ nato da una revisione Var (stavolta niente polemiche, come nella semifinale di Champions tra Atletico e Arsenal) di una clamorosa ingenuità di Lucas Digne, che si oppone con le mani inspiegabilmente alte a un tentativo di Omari Hutchinson di tenere in campo un pallone destinato a finire a fondo campo. La differenza, tra due squadre che ci hanno provato e hanno giocato bene senza strafare, per il momento è tutta qui. Il Forest tutto sommato se l’è meritato, questo piccolo vantaggio nella sua prima semifinale europea dal 1984. Il City Ground aspettava da 42 anni una notte europea come questa e la squadra di Pereira è stata all’altezza. È emersa lentamente nel corso del match, trascinata dalla classe di Elliott Anderson in mezzo al campo (uno destinato a giocare titolare nell’Inghilterra che punta al Mondiale) e dalla creatività offensiva di Morgan Gibbs-White. Gli infortuni in serie avevano costretto Pereira a varare un modulo con due punte centrali, Wood e Igor Jesus, in cui la squadra è cresciuta nel corso della partita. Fino a quel momento così determinate, il 7° rigore stagionale in Europa per il Forest. Hutchinson ha nel tentativo di salvare quel pallone destinato a uscire il momento migliore della sua partita. Wood, dopo la lunga attesa tra revisione Var e quella al monitor dell’arbitro portoghese Pinheiro, è stato glaciale nel calciare un rigore imprendibile anche per un portiere fenomenale come Emi Martinez. "Questa vittoria è solo il primo passo - ha detto il centravanti neozelandese -. Sappiamo che a Villa Park sarà dura: noi abbiamo fatto il nostro lavoro qui in casa, ma ci aspetta un’altra partita. In gare come queste i piccoli dettagli fanno la differenza: penso che abbiamo entrambe giocate bene, ma ci sono piccoli momenti che possono cambiare le partite e in questa occasione ci è andata bene". Il Forest sa che questo piccolo vantaggio non basta per assicuragli la prima finale europea dal 1980, la prima da quando vinse la Coppa dei Campioni per il secondo anno consecutivo. Al Villa Park, dove in campionato non vince dal 1995, dovrà salire ulteriormente di livello, ma gli ora 9 risultati utili consecutivi in tutte le competizioni hanno dato al Forest una convinzione diversa. Una che li porta a credere che, anche se in Premier non si sono ancora ufficialmente conquistati la salvezza, in Europa questa stagione possa essere indimenticabile.
sorpresi
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L’Aston Villa aveva vinto le ultime 9 partite in Europa League. La distrazione di Digne che ha portato al rigore è la punta dell’iceberg di una partita che la squadra di Emery non ha giocato al suo livello migliore. Ha avuto una sola grande occasione, un’intuizione di Ollie Watkins a metà ripresa su cui Stefan Ortega ha avuto una reazione d’istinto che ha portato a una super parata. Ma il Villa che era nettamente la squadra favorita per vincere la coppa prima del via di queste semifinali può giocare a un livello decisamente più alto. In vista del ritorno andrà pesato l’infortunio a Onana, fuori per un problema muscolare a inizio ripresa e pezzo fondamentale del centrocampo. Ha deluso Morgan Rogers, mai veramente in partita, che ha perso il confronto diretto tra creativi con Gibbs-White. Ha deluso Ollie Watkins, raramente pungente in attacco. Non è stato un problema di un singolo, però: tutto l’Aston Villa formato trasferta ha reso meno del previsto. La fortuna di Emery, il re dell’Europa League con quattro successi, è che c’è ancora il ritorno, c’è ancora Villa Park. C’è ancora una partita per dimostrare che questa squadra si merita questa coppa.
braga-friburgo 2-1
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Una partita a folate. L’ultima consente al Braga di vincere 2-1 l’andata delle semifinali di Europa League contro il Friburgo. Ma la gara è andata a fasi. Nei primi minuti hanno dominato i portoghesi, che si sono subito portati in vantaggio sfruttando un intervento goffo di Makengo: il difensore francese non riesce a liberare l'area dopo un cross dalla sinistra e anzi manda, di testa, il pallone sui piedi di Victor Gomez, rapido a trovare Tiknaz che da due passi fa 1-0. Il Friburgo ha il merito di non disunirsi e di sfruttare, a sua volta, il primo errore del Braga: Matanovic intercetta un pallone e lo manda a Beste che serve a Grifo la palla che va solo depositata in porta. Per l’italiano è il 11° gol in questa Europa League col Friburgo (nessuno ha fatto meglio). Da quel momento i tedeschi sembrano emergere e trovare fiducia, ma in pieno recupero Taylor (richiamato dal Var) concede un rigore per un contatto fra Lienhart e Lagerbielke. Atubolu (miglior pararigori della Bundesliga) respinge però il tentativo dal dischetto di Zalazar.
episodi
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Nella ripresa la gara resta equilibrata e incerta, con il risultato in balia degli episodi: Matanovic, da due passi, spreca un’ottima occasione per portare avanti il Friburgo colpendo il pallone con la spalla invece che di testa, poi è Hornicek a parare su Eggestein. In contropiede, però, i portoghesi restano insidiosi. Non è un caso se, in pieno recupero, arriva il 2-1 del Braga: su tiro di Vitor Carvalho non respinge bene Atubolu che consente a Dorgeles di ribadire la palla in rete da due passi. Il risultato resta però in bilico in vista della gara di ritorno di giovedì prossimo: per il Braga sarebbe la seconda finale in Europa League (l’altra la perse col Porto nel 2011), per il Friburgo sarebbe invece la prima finale della storia in questa competizione.


