Il presidente della società di Ostia ha le idee chiare sul futuro dei biancoviola. E sul modello Atalanta...
Un 2026 magico fin qui quello di Daniele De Rossi. Tra la salvezza ormai a un passo col Genoa e la promozione in Serie C del suo Ostiamare, di cui è presidente da circa un anno. L’ex bandiera giallorossa ha festeggiato con la sua gente una volta tornato nella Capitale e oggi - in conferenza stampa prima di Atalanta-Genoa - ha voluto fare chiarezza sul progetto mettendo precisi paletti anche a voci incontrollate.
no succursale
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"Daremo continuità con appartenenza, attenzione e amore - ha esordito De Rossi -. Noi satelliti del Genoa? No, ma neanche succursali della Roma o Roma Under 23, tutte sciocchezze che ho letto sui social. Non c’è niente di vero. Giocheremo in C, pizzicheremo i giovani migliori dalla Primavera dei vari club, guardo quelli del Genoa o della Roma così come di altre squadre. Sfrutterò le mie conoscenze, ma la bellezza di quel progetto lì è che non vogliamo essere la succursale di nessuno o sotto schiaffo di nessuno. Siamo piccoli, aspettiamo che la burocrazia ci dia il via libera perché siamo già pronti (per lo stadio, ndr), abbiamo le giovanili di primissimo ordine, tutto quello che si dice del calcio italiano noi lo facciamo".
emozione
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Lo dice con determinazione mentre poco prima il tecnico genoano aveva manifestato le sue emozioni ancora una volta. "Ho vissuto - ricorda De Rossi - una domenica unica, bellissima. Viviamo di calcio, io ho la fortuna e la sfortuna di dover seguire due squadre e quando le cose vanno bene è stupendo. Per me è stato un sogno, emozionante: non è solo un discorso di ego, rivedere quei volti così felici per me, per la mia famiglia, i clacson in giro per Ostia, nel nostro piccolo abbiamo visto una partecipazione incredibile, in genere le vediamo sul Lungotevere per la Roma e la Lazio, e invece c'erano quattrocento persone in giro per Ostia. Ci ha fatto sentire importanti, daremo continuità con appartenenza, attenzione e amore".
modello gasp
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Infine un riferimento all’Atalanta di Gasperini che aveva già preso come modello quando era tecnico della Roma: "L’Atalanta ha fatto un percorso di nove anni con un allenatore molto forte e una società che ha prodotto giocatori dal settore giovanile e ha costruito un progetto lungo. Hanno fatto un percorso lineare e lungo, continuo, che solo grandi società riescono a fare. Sono cresciuto con un'Atalanta che faceva l'ascensore tra A e B e ora è una potenza europea. Sono gli esempi da seguire, così come il Bologna. Negli anni miei il Palermo era una big, il Chievo dava fastidio a tutti: la differenza è che loro hanno dato continuità".



