Fofana risponde alle critiche: contro il Torino ha risolto tre problemi del Milan in uno

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Youssouf segna e ricuce i rapporti con Leao. A volte tratta male il pallone e sbaglia davanti alla porta ma per Allegri è fondamentale. E al Mondiale...

Marco Pasotto

Giornalista

22 marzo - 12:59 - MILANO

Con un solo gol, ha messo a posto tre situazioni. Nel calcio non esistono reti banali, ma quella di Youssouf Fofana è stata particolarmente carica di significati. Innanzitutto per la squadra: il timbro del 3-1, quello che ha messo al riparo il Milan da eventuali spine nell’ultima parte di gara, spine che infatti hanno provato a pungere il Diavolo quando Vlasic ha riportato sotto i granata. Poi è servita per rimettere a posto i tasselli degli screzi interni: l’esultanza “sul surf” dedicata a Leao è stata un gesto distensivo e affettuoso per il compagno confinato in tribuna dai problemi fisici e al termine di una settimana piena zeppa di polemiche e tensioni. Infine, è servita a se stesso: Fofana ha fama di sprecone quando la porta si avvicina e, oggettivamente, la mira non è esattamente la sua compagna di viaggio più assidua. A volte con quel pallone pasticcia e bisticcia. Altre volte, però, è perfettamente in grado di dargli del tu. Di accarezzarlo come sanno fare i piedi più educati della squadra. 

PAROLE IMPORTANTI

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Fofana, nel bene e nel male, è sempre in grado di riservare sorprese. Come quando spedisce in gol i compagni o, lo si è visto stavolta, quando riesce a essere lucido vicino alla porta. Una rete di fino, un pallone gestito con saggezza, serenità e tecnica, aggiustandoselo con la suola per poi piazzarlo vicino al palo a un’altezza non intercettabile. Ecco, sì, questo gol è servito anche a lui perché in settimana avevano fatto discutere le sue parole all’Equipe. Parole che contenevano un disagio, un allarme personale: “Quando ti si dice che giocherai più alto, all'inizio sei pure contento. Alla fine, ho capito che non è necessariamente ciò che voglio. Lo faccio ovviamente per la squadra, ma mi piaceva molto essere all'origine delle azioni, controllare il ritmo di gioco della squadra, recuperare palloni”. E poi, ancora: “Non credo di essere sufficientemente forte. E se guardo al Mondiale, non penso che mi si prenda in considerazione per questo ruolo. Lo faccio con il club, soprattutto se siamo in lizza per un titolo. Ma non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro”. 

COMPITI E GESTIONE

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Non era un atto d’accusa all’allenatore in senso stretto, tant’è vero che il francese nell’intervista ha speso parole belle per Allegri. Ma sono comunque state riflessioni di una certa entità. Eppure, se Fofana riesce a essere un ottimo uomo assist e a confezionare gol pregiati come quello al Torino, è proprio perché Allegri lo mette in condizione di agire qualche metro più avanti. Con Max le mezzali hanno non solo facoltà, ma obbligo di inserimento. Ovvio, il 3-5-2 di Allegri è profondamente diverso dal 4-2-3-1 della scorsa stagione, quando Youssouf era uno dei due interni davanti alla difesa. Con compiti decisamente più conservativi rispetto al sistema di quest’anno: con tre trequartisti e una punta centrale davanti, diventa complicato pensare che un interno di centrocampo abbia la libertà di potersi sganciare e arrivare al tiro. Addirittura all’interno dell’area avversaria. Questione di gusti, certo: Fofana, a giudicare da come parla, apprezza evidentemente parecchio la gestione del flusso di gioco nel cuore del campo, l’avvio dell’azione. Ma vuoi mettere buttarla dentro dopo un tocco con la suola e salire sul surf che di solito usa Leao?

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