Fiorentina, Grosso ha già i suoi fedelissimi: riparte da Kean, Fagioli e Mandragora

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Nella Viola l'ex Sassuolo ritroverà i tre giocatori incrociati nelle giovanili della Juventus

Il calcio, come la vita, è fatto di corsi e di ricorsi, di conoscenze, addii e ripartenze. Fabio Grosso ha indossato per la prima volta il fischietto al posto delle scarpe da calcio a Vinovo, quartier generale delle giovanili della Juventus. Lì ha visto allenarsi e giocare Rolando Mandragora e Moise Kean e poi Nicolò Fagioli, tre calciatori che ritroverà alla Fiorentina e che saranno il punto di ripartenza della nuova Viola. Più offensiva, più audace e più intrigante, come la sognano i tifosi dopo un’annata da dimenticare. Grosso sarà il tecnico della rinascita, il primo mattoncino posato da Fabio Paratici per erigere una squadra che possa tornare a rivedere l’Europa. A qualcuno può sembrare una scommessa, perché nel curriculum dell’allenatore del Sassuolo ci sono appena 41 apparizioni in Serie A, per il diesse invece è la scelta giusta per riportare entusiasmo e desideri di grandeur in una città che ha vissuto l’ultima stagione con l’incubo della retrocessione. Un campione del mondo, il normal one che con il rigore trasformato a Berlino è diventato un supereroe. Leggero e scanzonato come quando si presentò sul dischetto ma non per questo meno determinato, come testimoniano i risultati ottenuti nell’ultima stagione.

Chi si rivede

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L’ufficialità arriverà nei prossimi giorni, il Sassuolo chiederà un indennizzo per liberarlo (occhio a Nzola, di proprietà della Viola) nel frattempo sono stati definiti i dettagli: due anni di contratto a 1,2 milioni di euro a stagione. Grosso subentrerà a Paolo Vanoli, che ha preso la squadra a novembre quando era ultima in classifica e l’ha portata alla salvezza. Il club ha deciso di non esercitare l’opzione per tenerlo un altro anno e di ripartire con una nuova guida tecnica, un segno di discontinuità rispetto al passato. Grosso invece a Firenze ritroverà un pezzo del suo passato bianconero, non solo Paratici ma anche i tre giocatori che ha visto sudare e sbracciare alla Juventus. Kean ha vinto con lui il Viareggio, Mandragora ha fatto giusto qualche apparizione con i baby dopo l’intervento al piede destro che lo costrinse a stare fuori a lungo, Fagioli è passato in pianta stabile in Primavera quando il tecnico si era già spostato al Bari, ma era comunque sotto la sua supervisione. La rivoluzione viola targata Paratici non si fermerà alla panchina: molti giocatori sono destinati all’addio ma non Kean, Mandragora e Fagioli, un terzetto che la dirigenza intende confermare anche per la prossima stagione e che il nuovo timoniere dovrà valorizzare.

Gol, regia e inserimenti

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Kean arriva da una stagione opaca in cui non è nemmeno arrivato in doppia cifra (9 centri stagionali). Tormentato dai problemi fisici, Paratici vorrebbe trattenerlo perché sa che non è facile trovare un altro attaccante della sua caratura. La speranza è che Grosso possa riportarlo ai livelli del primo anno in viola, quando l’azzurro s’arrampicò fino a quota 25 centri. Il suo calcio rapido, intenso e verticale è l’ideale per rilanciare ed esaltare Moise, che quando sente la fiducia rende decisamente di più. Fagioli è stato la luce in fondo al tunnel della Fiorentina, il regista che con intuito e idee l’ha telecomandata fino alla salvezza. Con Grosso dovrà abituarsi a toccare un po’ meno il pallone e a giocare un po’ più in profondità, velocizzando l’azione. Mandragora ha chiuso la stagione in crescendo, suggellandola con il gol gioiello all’Allianz Stadium contro la Juventus nella penultima giornata. La sua abilità negli inserimenti si sposa alla perfezione con il progetto tattico del nuovo allenatore, che ama le mezzali dinamiche, abili nei triangoli e utili nella fase di non possesso. La Fiorentina riparte tra novità e certezze, con un solo obiettivo: tornare a divertirsi e divertire.

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