Intervista con la nuova testa di serie del surf mondiale. “Jannik Sinner e Kimi Antonelli mi ispirano. Una piscina a onde in Italia? Succederà presto e farà la differenza per le nuove generazioni”
Il check-in all’aeroporto di Rio de Janeiro lo aspetta, e lì davanti, con destinazione Europa, si metterà in fila il nuovo numero uno del ranking mondiale di surf. Leonardo Fioravanti risponde al telefono, il Rio Pro è finito da qualche ora: “Parto tra pochissimo”, racconta nell’intervista con la Gazzetta dello Sport. Destinazione Francia, poi probabilmente l’Italia e sicuramente, in mezzo, qualche festeggiamento, anche se confessa che il primo brindisi lo farà subito, a dieci mila metri d’altezza con la moglie Sophia. E' una nuova giornata incredibile per il surf italiano, Fioravanti, atleta della squadra Red Bull Italia, sfiora la vittoria a Saquarema, in Brasile, ma pianta la bandierina sulla vetta della classifica. Primo. “Un grandissimo atleta – commenta il consulente tecnico di Gazzetta Dario Nuzzi – e credo che ogni sua vittoria darà nuovi impulsi all’Italia per avere una wave pool”. E, chissà, costruire nuovi talenti.
Leonardo, intanto ci sei tu. Hai scritto un’altra pagina di grande surf.
“Guarda è stata una tappa incredibile. Dopo El Salvador non sapevo cosa aspettarmi. È stato un momento così emozionante e ho avuto solo quattro giorni tra una gara e l’altra. Non è stato facile spingere il pulsante reset e ripartire da capo. Ma devo dire grazie al mio mental coach Stefano Massari e al mio allenatore Richard, con i quali ho fatto un ottimo lavoro. La nuova tappa l’ho affrontata con questo mindset, tanta umiltà, sapendo che non dovevo fare per forza fare un altro risultato. Ho affrontato una heat alla volta, facendo punteggi alti, cosa anomala per il Brasile, e sono arrivato alla mia prima finale in questo Paese. E anche se ho perso, ci ho creduto sino alla fine”.
Hai lottato e sei rimasto in pista sino all’ultimo secondo, ingaggiando anche un “paddle battle” piuttosto ruvido con Yago Dora
“Sì (ride). Ero agguerrito, volevo fargli capire che c'ero. Dirgli: okay, manca anche un minuto, ma io sono qui, anche se ho perso, non sono sconfitto”.
Davanti alla crisi degli atleti australiani e americani, abbiamo un italiano davanti a cinque brasiliani del tour.
“Diventare numero uno al mondo è un sogno che si è realizzato, ma l’obiettivo vero adesso è esserlo a fine stagione. Se lo sono ora, dopo sei tappe, davanti ai mostri del surf, sono sulla strada giusta. E sono contento che ci sia una pausa per metabolizzare quello che è successo in queste settimane”.
Si torna in acqua ad agosto, dopo cinque settimane di stop. Come affronterai questo periodo?
“Mi riposerò un poco, poi ripartirò e come ho fatto in questi anni mi preparerò al meglio. So che la stagione è lunga e quei mostri sono pronti a prendersi il mio posto. Ma voglio anche godermi questo bel momento nel modo giusto”.
Cosa ti aspetti alla ripresa del tour a Tahiti?
“Un cambio di passo da parte di tanti. Vedremo risultati diversi, molti atleti non hanno ancora performato e vedremo il loro ritorno. Ci sono ancora così tante gare e così tante variabili. Tutto può succedere”.
I grandi allenatori dicono spesso che il segreto non è vincere, ma mantenersi vittoriosi. Come si fa?
“L’anno scorso ho lavorato con la costanza e sono stato premiato. Quest’anno ho ripreso la stagione con due quarti di finale, la vittoria, ora un’altra finale: nel surf, in acqua, so che ci sono io, la tavola, l’oceano, è lì che devo dare il cento per cento, e sono sicuro che non sarà un problema. Sono consapevole che nel resto della mia carriera non farò solo delle finali, e l’unico modo quindi è dare del mio meglio ogni tappa”.
Avremo un effetto Sinner anche nel surf?
“A me piace tutto lo sport, atleti come Sinner, o anche Antonelli, o per restare nel tennis quello che hanno fatto Cobolli, Berrettini, Arnaldi al Roland Garros: mi ispirano, li seguo ogni volta che posso, faccio il tifo. È un momento speciale per il movimento sportivo italiano e quindi perché no?”.
E appunto, Ginger Caimi a 14 anni ha vinto nel longboard. Campionessa europea e qualificazione al tour.
“Quello che lei fa nel long è incredibile, ho sempre detto che prima o poi vincerà il titolo mondiale. Io tifo per lei, ma le voglio dire una cosa: Ginger, non ti mettere pressione, fallo con calma, hai tutto il tempo di questo mondo. E goditi questo momento”.
Ci sono altri talenti azzurri in giro per il mondo, ma qualcuno scommette anche sull’impulso delle onde artificiali...
“Una wave pool arriverà anche in Italia, è solo una questione di tempo. E se ci riusciremo, per noi farà una grande differenza, non solo per chi surfa ora, ma anche per le nuove generazioni”.
Un’ultima domanda: hai messo in valigia la lycra gialla destinata ai primi in classifica?
“Ancora no! Ma la attendo all’inizio della prossima tappa. Con la promessa di tenerla addosso il più a lungo possibile”.


