Fino a 16 anni niente tornei, non poteva permettersi di viaggiare. Chi è Svajda, l'avversario di Cobolli

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Il californiano che ha battuto Cerundolo e il suo percorso anomalo verso la vetta: "Con i miei genitori non vedevamo il motivo di viaggiare ogni settimana"

Pellegrino Dell'Anno

31 maggio 2026 (modifica alle 13:29) - MILANO

Nel Roland Garros delle sorprese, agli ottavi di finale arriva l’americano più improbabile, uno di quelli di cui a inizio torneo si dubitava anche potesse passare il primo turno. Zachary Svajda, classe 2002 nativo di La Jolla, California, sarà il prossimo avversario di Flavio Cobolli. Arriva dalla vittoria, insperata, contro Francisco Cerundolo in cinque set, finita con le mani in faccia per l’incredulità e le lacrime di commozione. Per il risultato, certamente. Ma anche, soprattutto, perché il 30 maggio sarebbe stato il compleanno di suo padre, Tom, venuto a mancare nel 2025 per un cancro. Il papà era stato il suo primo allenatore presso il Pacific Tennis Beach Club di San Diego. L’architetto di una storia molto particolare, che ha visto l’americano giocare con successo ai massimi livelli senza aver mai disputato un torneo fino ai 16 anni di età. 

scelte

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Il caso di Svajda è molto curioso, come lui stesso aveva raccontato nel 2023, quando aveva iniziato ad affacciarsi alle soglie della top 200. Ha saltato completamente l’attività giovanile, anche per motivazioni di natura economica, visto che non poteva permettersi di viaggiare spesso, o chissà dove, per competere nei tornei. “Con i miei genitori non vedevamo il motivo di viaggiare ogni settimana”, aveva spiegato, “ci siamo concentrati sul miglioramento, per quanto il gioco nei tornei sia diverso dal semplice allenamento”. Una scelta impopolare, ma che ha fruttato dividendi anche perché entrambi i genitori di Zac erano dei coach. E in realtà i risultati, pur giocando solo quattro tornei junior, ci sono sempre stati. Svajda ha infatti vinto due volte, 2019 e 2021, i Campionati Nazionali Americani Under 18, che valgono una wildcard per il tabellone principale dello Us Open. E nella seconda occasione, dopo aver battuto Cecchinato al primo turno, si arrese al secondo a Jannik Sinner. Il tennis d’altronde c’è sempre stato, serviva un maggior sviluppo fisico e della parte mentale, anche in questo risiede la scelta di allenarsi senza prendere parte ai tornei. 

sviluppo

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Il percorso, da allora, è stato graduale, con l'approdo per la prima volta in top 100 lo scorso febbraio. Svajda è un ragazzo molto tranquillo, che in campo non mostra eccessivamente le emozioni. Almeno fino al risultato acquisito, come ieri. “Mantengo sempre lo stesso comportamento, fin da bambino ero molto tranquillo, sia dentro che fuori dal campo. Sto lavorando per mostrare un po’ di energia positiva. Ci vorrà un po’ di tempo. Vengo da San Diego, quindi ho un approccio rilassato alla vita”. Così, nel 2023, parlava Svajda. Non è cambiato molto, anche in conferenza stampa non rilascia dichiarazioni da urlo, sorride, evidenzia la propria gioia, ma senza eccessi. Ha già giocato una volta con Cobolli, sul cemento di Delray Beach, ma sulla terra l’esperienza di Zac è davvero minima: “Ho giocato la prima volta sulla terra rossa a 21 anni, e non prima dei 19 sulla terra verde negli Stati Uniti. Non è una superficie che conosco benissimo, avrò giocato 10 o 15 match in tutta la carriera su terra. È una situazione ancora nuova per me, ma sta pagando”. Anche in questo caso, un approdo tardivo ad una situazione di gara molto comune. Ma, ancora una volta, riuscendo ad abbracciare risultati importanti. Papà Tom (“gli dedico la vittoria, mi avrebbe detto di godermela, che posso battere chiunque”) sarebbe stato fiero del piccolo Zac.

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