Ferrari, perché quel divario tra Leclerc e Hamilton? La sensibilità della SF-25 e le chance in gara

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Charles ha chiesto un avantreno preciso e reattivo e continua a migliorare sessione dopo sessione. Lewis a un certo punto ha preso un'altra direzione: ma il sette volte iridato è convinto che...

Paolo Filisetti

5 aprile - 20:14 - MILANO

La quarta posizione di Leclerc sullo schieramento di partenza del GP Giappone a Suzuka non soddisfa ovviamente le ambizioni degli uomini in rosso, ma va interpretata come un viatico positivo in termini di comprensione sempre più elevata del comportamento della Ferrari SF-25. Questo almeno da parte del monegasco che è riuscito nell’obiettivo di far evolvere la vettura tra venerdì e sabato, grazie a scelte di assetto molto diverse da quelle di Hamilton. 

l'assetto di leclerc

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Charles ha cercato un equilibrio complessivo che includeva anche un’attenzione non secondaria alla trazione della SF-25 in uscita dalle curve lente, cercando di privilegiare un avantreno preciso nei veloci cambi di direzione, ma senza pregiudicare la stabilità del retrotreno, che su un tracciato rear limited come Suzuka, ovvero che mette sotto pressione soprattutto gli pneumatici posteriori, assume un peso rilevante in funzione della gara. È altrettanto chiaro che ogni previsione può essere sovvertita in caso di pioggia, ma analizzando i tempi intermedi di Leclerc, soprattutto se paragonati con quelli della Mercedes di Russell che venerdì sembrava inavvicinabile dalle due Ferrari, emerge che la progressione della SF-25 del monegasco è stata coerente con l’evoluzione del tracciato, trovando una precisa correlazione tra l’incremento del grip dell’asfalto e il miglioramento prestazionale.

Ferrari's Monegasque driver Charles Leclerc (bottom) and Ferrari's British driver Lewis Hamilton drive during the Formula One Chinese Grand Prix at the Shanghai International Circuit in Shanghai on March 23, 2025. (Photo by JADE GAO / AFP)

le scelte di hamilton

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Non è stato così per Hamilton, o quantomeno sembrava il progresso prestazionale fosse analogo anche sulla sua vettura sino alla FP3 di sabato mattina. Poi, modificando il setup della vettura in ottica qualifica e gara, nel Q3 decisivo, il bilanciamento è diventato meno prevedibile, incostante, portando a sbavature che hanno di fatto determinato il distacco di Hamilton a tre decimi dall’altra Ferrari. Ciò, in parte, potrebbe essere ricondotto a una fase ancora non completata di affiatamento tra Lewis e una SF-25 di cui deve tuttora soppesare la sensibilità alle minime variazioni di setup. Per intenderci, c’è chi nel paddock sostiene che la SF-25 abbia un forte potenziale ma una minima differenza di assetto - pari allo spessore di una carta di credito - ne ribalti il comportamento dinamico. In ottica gara, lo stesso Lewis ha ribadito che, sebbene non volesse certo conquistare l’ottavo posto in griglia, ritiene il setup della sua SF-25 decisamente più efficace soprattutto nell’ottica della gestione degli pneumatici.

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