Ezio Simonelli: "Il nostro calcio è malato, ma non la serie A: all'Italia mancano i grandi campioni"

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Il presidente della Lega Serie A, ha parlato al panel “Il calcio di oggi, il calcio di domani”: "Il nostro campionato è tra i più competitivi, il problema è a livello internazionale. Con Malagò programma condiviso di rilancio". L'ad Luigi De Siervo: "Serve un arbitraggio più europeo, con minori interruzioni"

"Il nostro calcio è malato ma non la Serie A, campionato competitivo che ha fatto registrare un aumento dell’audience negli ultimi anni". Così Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, durante il suo intervento nel panel “Il calcio di oggi, il calcio di domani” in occasione della terza edizione del Festival della Lega Serie A a Parma, a cui ha partecipato insieme a Paolo Benin (Presidente Lega Serie B), Matteo Marani (Presidente Leg Pro) e Umberto Calcagno (Presidente AIC).

MANCANO I TALENTI

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“Da 3 anni abbiamo più di 30 mila spettatori di media a partita - ha detto Simonelli -, il nostro campionato è tra i più competitivi e cambia sempre il vincitore. C’è voglia di calcio, è chiaro che poi ci siano tante cose da fare. Abbiamo un problema a livello internazionale perché non abbiamo più i grandi campioni che fanno appeal e fanno crescere i giovani. Tutti vorremmo che la Nazionale tornasse ai fasti del passato, con Malagò abbiamo condiviso un programma di rilancio del calcio italiano che partirà dalle scuole. Serve un progetto di lungo periodo, i futuri campioni sono quelli che oggi hanno 12 anni”.

STAGE E TIFOSI

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“Quando le cose non vanno bene le colpe sono di tutti - ha aggiunto Simonelli -. Si è parlato tanto dello stage per le nazionali, la verità è che non c’erano giornate disponibili e comunque nessuna nazionale al mondo l’ha fatto tranne la Turchia, che è un campionato a 18 squadre. C’è molta ignoranza tra i tifosi su cosa sia la Federazione e cosa siano le leghe. Noi con la Serie B, C, le parti tecniche e i dilettanti formiamo le componenti della Federcalcio, che fa tutta una serie di cose ricondotte alla Serie A. La Lega fa i calendari, anticipi e posticipi, che però decidono sostanzialmente le tv, però non incide sui divieti di trasferta. Nel caso dell’ultimo derby di Roma abbiamo fatto ricorso al Tar per tutelare i tifosi coinvolti. Il tema non è solo legato ai calciatori che si perdono ma anche a quelli che non troviamo: per esempio nei cinque top campionati ci sono solo un siciliano e un calabrese: possibile che ce ne siano così pochi in queste regioni?”

MENO INTERRUZIONI

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 “Dagli arbitri ci aspettiamo livelli di performance sempre crescenti - ha aggiunto l’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo a margine dell’evento-. Serve un arbitraggio più europeo, con minori interruzioni, per far giocare di più e intervenire di più se le panchine si comportano in maniera scorretta. Bisogna dare più spazio allo spettacolo e al gioco”.

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