Al Giro di Catalogna, la terza tappa di pianura si trasforma in una fuga di 24 km per i due fuoriclasse. Il gruppo è nel sacco, ma il fiammingo finisce a terra e l’olandese non vuole approfittarne ed è ripreso a 150 metri dall’arrivo. Vince il francese Godon in volata
L’arrivo in salita più duro del Giro di Catalogna è giovedì, si arriva ai 2143 metri di quota di Vallter, località sciistica nei Pirenei a nord di Girona. Ma a Remco Evenepoel e Jonas Vingegaard non bastava. Scalpitavano da giorni, avevano bisogno di scattare, attaccare, andare in fuga. In una parola, trasformare in sfida diretta ogni possibile occasione.
fuga e caduta
—
E così oggi, quando mancavano 24 km all’arrivo della terza tappa a Vila-seca, alla periferia di Tarragona, Evenepoel parte dal gruppo come una saetta, in pianura, e il primo a riprenderlo è proprio Vingegaard. I due grandi rivali di Pogacar come uno splendido, imprendibile tandem per il gruppo, tanto che quando passano all’ultimo chilometro hanno ancora 14”. Nell’avvicinamento a una grande rotonda, a 800 metri dall’arrivo, Evenepoel scivola sulle strisce pedonali e il leader della Soudal-Quick Step finisce a terra a 60 all’ora, con ferite e sangue sui due lati del corpo. Vingegaard, da par suo, non insiste più nell’azione e viene raggiunto dal gruppo a 150 metri dal traguardo: successo in volata del francese Dorian Godon, 29 anni, il velocista di Ineos Grenadiers già vincitore della prima tappa, e maglia bianca di leader.
fair play Vingegaard
—
Ma gli occhi sono tutti per quei due fenomeni: Evenepoel che ancora faticava a riprendersi per quanto avvenuto, un po’ stordito e incapace di spiegare cosa sia successo, e Vingegaard signore del fair play all’arrivo. Così il danese della Visma-Lease a Bike all’arrivo: “Non so che cosa gli sia successo, è stata una caduta un po’ folle, gli ho visto perdere il controllo del manubrio. Naturalmente non volevo prendere nessun vantaggio da questa situazione, ho rallentato e mi sono fatto riprendere dal gruppo. Non me l’aspettavo proprio la sua caduta. Pensavamo che la tappa finisse con una volata, poi all’improvviso ho visto Remco partire e gli sono andato dietro. Abbiamo lavorato insieme, lui è andato fortissimo”. Adesso ci sono tre arrivi in salita, da giovedì a sabato, prima del finale domenica a Barcellona sul circuito olimpico del Montjiuc, dove si assegnerà la prima maglia gialla del Tour. Sarà spettacolo vero


