Tiafoe, il figlio del custode convinto di vincere tutti gli Slam. Chi è il rivale di Sinner a Miami

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Da bimbo tirava palline contro il muro nel centro tennistico del Maryland in cui il papà lavorava e viveva. Quella volta che a Vienna Frances fece perdere la bussola a Jannik...

Lorenzo Topello

Collaboratore

25 marzo - 20:38 - MILANO

L’anno scorso, carico a molla per il ritorno in quel di Washington, Frances Tiafoe si è sbottonato in una confessione: “Sento di avere la possibilità di vincere tutti e quattro i tornei dello Slam. Questo ha cambiato la mia mentalità”. Big Foe l’ha sparata un po’ troppo big. Anche perché il ragazzone cresciuto nel Tennis Champions Center del Maryland ha tagliato il traguardo dei ventotto (anni) e per ora ne ha vinti solo tre (titoli, ma nessuno a livello Slam). Eppure il suo entusiasmo viaggia sempre sui massimi stagionali: sarà che è partito da zero per davvero, sarà che quando gioca sul cemento statunitense cerca sempre motivazioni extra, sarà che quando affronta i migliori del circuito le prova tutte, e ogni tanto gli riescono pure. Come qualche anno fa contro Sinner che non la prese proprio benissimo. Chissà se i due ne riparleranno a rete, ora che incrociano le racchette ai quarti di Miami.

il figlio del custode

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Il figlio del custode s’è fatto grande a suon di palline tirate contro il muro, mentre papà Constant accumula ore di straordinario. Il lavoro lo assorbe a tal punto da assegnargli un alloggio direttamente dentro il Junior Tennis Champions Center del Maryland. E ai due figli, i piccoli gemelli Frances e Franklin, va benissimo così: dormire dentro il centro fa rima con tennis garantito a tutte le ore. La storia dell’attuale numero 20 al mondo inizia così: da un viaggio dei genitori lontano dagli orrori della Sierra Leone fino alla progressiva crescita di Tiafoe che accumula tornei giovanili in serie costruisce un curriculum da nuova speranza del tennis statunitense. Non è arrivato a portare a casa gli Slam, ma un paio di semifinali le ha giocate: entrambe, naturalmente, allo Us Open. A livello 1000 invece ha percorso un gradino in più: nel 2024 vince un’epica semifinale contro Rune annullandogli due match point e conquista il pass per l’ultimo atto. Dove cade contro Sinner. Ma gli incroci con l’azzurro partono da molto più lontano.

I PRIMI SUCCESSI DI SINNER

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Jannik è in vantaggio 4-1 nei precedenti contro Big Foe, e i primi due successi li raccoglie da diciottenne in un pugno di giorni. È l’autunno 2019, quello dei tornei sul veloce indoor su cui Sinner già da tempo ha iniziato a mettere like. Ad Anversa, quarti di finale, l’azzurro arriva dopo aver estromesso in un’oretta la testa di serie numero 1 Gael Monfils. Il pieno di adrenalina fa effetto anche con Tiafoe, di tre anni più grande, eppure disinnescato in più occasioni da fondo campo: il match è equilibrato e si trascina al terzo set dove Sinner la porta a casa con quel cinismo che inizia già a caratterizzarlo. È la prima semifinale Atp in carriera nonché il passo decisivo per la top 100. E la replica arriva a stretto giro: alle Next Gen Finals, un paio di settimane dopo, l’azzurro vince il match del round robin e stacca il pass per la fase a eliminazione diretta. Dove trionferà all’ultimo atto con De Minaur.

lo sfogo di vienna

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Sinner, prima dell’arrivo del Covid, sembra aver già dato un giro di vantaggio a chi all’anagrafe vanta tre anni in più. Eppure i larghi passi percorsi dall’azzurro si fermano all’improvviso, curiosamente con Tiafoe, in quel di Vienna. Altro torneo indoor, siamo nell’ottobre 2021: Jannik è avanti 6-3 5-3 e serve per il match, ma viene distratto dall’ultimo episodio dello show messo in atto dall’avversario. Che aveva già iniziato a commentare il servizio dell’azzurro durante i cambi campo, e nel game cruciale completa un campionario di “cinque” al pubblico, momenti trascorsi sdraiato a terra, ritardi nella risposta che irritano Sinner. L’azzurro perde prima la lucidità e poi la partita, finendo per farsi incredibilmente rimontare al secondo e poi al terzo. In conferenza stampa non va per il sottile: “Stavolta ha davvero esagerato. Forse devo imparare ad affrontare in modo diverso questi atteggiamenti: un conto è fare spettacolo, un conto mancare di rispetto. In alcuni momenti ero pronto per servire, ma dovevo aspettare lui: mi ha pure tirato addosso tre volte. Forse avrei dovuto parlare con l’arbitro, comportarmi in maniera diversa. Ma io non sono uno che spacca le racchette”. Tiafoe intanto stacca il pass per la finale, perdendola con Zverev.

finale a cincinnati

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A Vienna, comunque, Jannik si rifà con gli interessi. Gli basta aspettare un paio d’anni: quarti di finale 2023, l’azzurro è in stato di grazia e liquida Tiafoe in un’ora e venti. Frances ci riprova con un paio di trucchi: incita il pubblico, cerca di destabilizzare l’avversario. Ma quando Sinner gli cancella l’ultima palla break, è lui a scagliare a terra la racchetta. Il piatto di Jannik è servito freddo. E glaciale è l’azzurro nell’ultimo incrocio prima di Miami, alla finale di Cincinnati di due anni fa: l’azzurro ci arriva in grande spolvero e col desiderio di far doppietta fra il 1000 americano e lo Us Open. Il progetto va a dama: Frances va ko dopo aver resistito soltanto nel primo set, trascinato fino al tie break, poi collassa nel secondo. E a fine match ammette: “Nel secondo set ho perso il game iniziale: i numeri uno, dopo una cosa così, non ti lasciano respirare. Ma mi godo la mia settimana: ho ritrovato entusiasmo, il tennis è uno sport divertente”. Lui lo sa bene, fin dai giorni in cui era il figlio del custode. E lo sa bene anche Sinner che, in cuor suo, avrà rispolverato una statistica: in tre dei suoi quattro successi contro Tiafoe, poi, si è ritrovato a vincere il titolo…   

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