Euro32 e il ritardo stadi, l'Uefa fa chiarezza: "Lavorando insieme non lo perderete"

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L’Executive Director Uva: "Ceferin quando ha detto che gli stadi italiani sono tra i peggiori d'Europa ha ragione ma nessun allarmismo, siamo nei tempi. Unici dubbi Milano e Napoli"

Elisabetta Esposito

Giornalista

17 aprile - 08:26 - ROMA

L’allarme lanciato ieri dalla Gazzetta sul ritardo degli stadi in vista dell’Europeo che l’Italia è chiamata ad ospitare nel 2032 ha scosso il calcio. Ieri, al forum organizzato a San Siro da Il Foglio, a cui hanno preso parte molte delle autorità del mondo del pallone, il tema era sulle bocche di tutti, dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi al presidente della Serie A Ezio Simonelli, fino ai numeri uno di Milan e Inter Marotta e Scaroni. E se n’è ovviamente interessato anche Giovanni Malagò. Tra gli ospiti di uno dei panel c’era anche Michele Uva, Uefa Executive Director per l’Europeo 2032. 

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È lui che prova a fare chiarezza sul nodo impianti, partendo dal commento durissimo del presidente Uefa Ceferin proprio alla Gazzetta ("I vostri stadi sono tra i peggiori d’Europa, se non cambieranno il torneo da voi non si farà"): "Ha ragione ed il suo è un messaggio chiaro. Stiamo lavorando intensamente e sono convinto che l’Italia avrà l’Europeo con i suoi cinque stadi. Non ci sono ritardi e siamo perfettamente in linea con il percorso disegnato. Nessun allarmismo. Dobbiamo solo continuare a lavorare tutti insieme: dopo una forte accelerazione degli ultimi sei mesi, ci sono otto impianti che hanno il cronoprogramma che permetterà la loro candidabilità. Entro metà settembre la Figc sceglierà i cinque da comunicare alla Uefa e nella prima settimana di ottobre saranno ratificate le sedi. C’è una interlocuzione fitta con il governo, non possiamo perdere l’Europeo e qui dico che lavorando insieme non lo perderete". Ma qualche preoccupazione esiste: "Attenzione, se Milano non farà il nuovo stadio ospiteremo l’evento senza Milano. Inter e Milan sono venute in Uefa 15 giorni fa per presentare il cronoprogramma e il progetto, se nel frattempo il processo dovesse rallentare e se Milano, così come Napoli, non avranno i requisiti non entreranno nel dossier". Uva sottolinea anche come Euro 2032 sia "un’opportunità e un volano per la crescita del calcio italiano e della visibilità e credibilità del Paese", evidenziando pure "l’ottima sinergia e collaborazione con la Figc e l’importante ruolo del governo sulle amministrazioni locali e per nomina del commissario straordinario". Quello che si vuole far capire è che l’Europeo non è solo stadi, ma anche "infrastrutture ricettive, mobilità, sostenibilità, accessibilità, formazione, promozione, legacy. Serve per attivare un sistema Paese". E perché tutto vada nel migliore dei modi Figc e Uefa hanno fatto circolare tra le città candidate un lavoro commissionato a Ernst & Young che elenca tutte le forme di finanziamento esistenti a livello italiano e comunitario. 

impegno

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Sul tema si è espresso anche il ministro Abodi: "Do una risposta rispettosa ma ferma al presidente Ceferin: negli altri Paesi lo sviluppo delle infrastrutture non è stato il frutto di contributi pubblici, ma dell’intraprendenza delle società dal punto di vista amministrativo e di una cultura degli impianti sportivi di alto livello diverso dal nostro Paese. E Milano ne è un esempio luminoso". Il ministro si è ovviamente soffermato anche sul tema del momento, le elezioni del prossimo presidente federale: "Più che una guida dobbiamo cercare di regole di governo che consentano di prendere decisioni. Gravina non è l’unico responsabile, lo è il sistema nelle sue componenti che non ha saputo fare un passo avanti. Il commissariamento? Non ho nessuna voglia di farlo o di forzare la mano, come fu costretto a fare Giorgetti nel 2018 riformando poi lo sport. Ma ho l’obbligo di contribuire a una soluzione di sistema, non posso aspettare passivamente che cambi una liturgia che mi pare sempre la stessa, una liturgia che non ha portato a nulla, mentre dobbiamo garantire il valore sociale dello sport e del calcio in particolare". 

passi avanti

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All’evento come si diceva era presente anche il candidato scelto dalla Serie A, Giovanni Malagò: "È indispensabile che la politica si occupi di sport e, soprattutto in questo momento, di calcio. Poi un conto è che se ne occupi, un altro è che lo occupi. Questo è il punto centrale della questione. Io negli anni ho sempre avuto ottimi rapporti con la politica. La cosa migliore è sperare di andare d’accordo su ogni cosa, ma non credo si possa avere un rapporto idilliaco con tutti: l’importante è il rispetto". E sugli ultimi incontri con le componenti: "Ho già visto calciatori e allenatori, sono stati fatti passi avanti. Un ex giocatore nella mia squadra? Non ho preso impegni con nessuno, ma non mi vengono in mente presidenti che non abbiano coinvolto almeno un atleta: un campione è un valore aggiunto in campo".

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