Erling come un meme: così Haaland è diventato il personaggio del Mondiale

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La rivelazione passa dai social, dove il fenomeno norvegese interagisce coi followers, fra battute, vlog e panini newyorkesi...

28 giugno - 17:22 - KANSAS CITY

Ci sono i gol e le esultanze filosofiche. E poi, soprattutto i meme sui social, dal finto accento degli Stati Uniti del sud al video del panino. Le foto da vichingo e il “Ro!”, il canto virale con cui la Norvegia ha conquistato il mondo. Comunque finisca, Erling Haaland il suo Mondiale l’ha già vinto: è riuscito a uscire dall’immagine di calciatore robot che lo ha accompagnato in quattro stagioni col Manchester City e si è trasformato in uno di quei personaggi che riescono a divertire e divertirsi, in uno di quelli che catturano i tifosi non solo per la loro bravura ma per il loro personaggio. Haaland, in questo senso, è il personaggio di questo Mondiale: non è solo fenomenale coi piedi e a fare gol, ma anche divertente e virale con quello che combina quando non fa la differenza per la sua Norvegia. 

SNAPCHAT

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Per trovare il vero Haaland, senza filtri, il posto giusto è Snapchat. Autoironico, sempre pronto alla battuta e a interagire con i suoi followers, per come gestisce il profilo sembra un incrocio tra un ragazzino che ha appena scoperto come si usano i filtri e un adulto annoiato che risponde a domande sul divano. Come quando gli hanno chiesto se si sentisse più uomo o più donna e lui ha risposto che avendo un papà uomo e una mamma donna si sentiva un po’ misto. O come quando ha postato una sua foto calvo promettendo di tagliarsi i capelli. Un momento imperdibile dell’Haaland mondiale su Snapchat, oltre al commento “Messi is a madman” dopo la tripletta di Leo nella partita inaugurale, è un video in cui l’attaccante della Norvegia assaggia in macchina uno dei più famosi panini di New York: tra colonna sonora e reazione, il video è immediatamente diventato virale 

IL VLOG

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La genuinità che Haaland mostra su Snapchat è la stessa che racconta nel docufilm postato sul suo canale YouTube, “Haaland conquista l’America”. Alterna momenti di seria preparazione per il Mondiale, con riflessioni da campione consumato sulla sua prima volta nella competizione più importante del mondo, ad altri di pura ironia. Come nell’estratto diventato virale in cui svia due donne che gli chiedono se sia il più forte calciatore del mondo dicendo che è il suo addetto ai social. O come quando in North Carolina, dove la Norvegia ha il suo campo base, prova a imitare l’accento locale con risultati rivedibili. Un altro momento divertente è il viaggio con la squadra alla finale di Stanley Cup. O la minivacanza con la fidanzata per le strade di New York durante i due giorni liberi concessi dopo la prima partita: oltre che per rilassarsi, Haaland li ha sfruttati per fare il turista in incognito aggiungendo momenti divertenti al suo Mondiale. 

GENUINO

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 Questa genuinità, questa autoironia, Haaland la porta anche nelle sue interviste. Dopo la doppietta col Senegal, intervistato da Fox Sports, risponde noncurante del protocollo calcistico che la prossima partita contro la Francia l’avrebbe persa. Poco dopo, sul podio della zona mista, racconta con la stessa onestà che segna tanti gol “semplicemente perché è quello che so fare, perché è il mio talento”. Non con l’arroganza di un campione o che il suo status calcistico gli permetterebbe, ma come se stesse dicendo la cosa più ovvia del mondo. È questa sua onestà, questa sua capacità di prendersi in giro e prendere in giro, che sta contribuendo a renderlo il vero personaggio di questo Mondiale. Ci sono i numeri che dicono che ha fatto 4 gol in due partite o che per farli ha avuto bisogno di appena 10 tiri in porta, la percentuale di conversione più alta del Mondiale. E poi ci sono i dietro le quinte, le ironie, le battute e i momenti virali. E sono quelli che, comunque finisca la sua Norvegia, rendono questo il Mondiale di Erling Braut Haaland.

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