Enel inaugura “La luce di ogni storia”, il format che racconta chi lavora dietro le quinte del calcio

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L’energia che si muove lontano dai riflettori ma che è altrettanto fondamentale per costruire squadre vincenti e club moderni. Quelle competenze che nulla hanno a che fare con palleggi o dribbling ma che servono a supportare chi in campo ci va, così da farli rendere al meglio

28 maggio - 13:24 - MILANO

Ogni successo sportivo è figlio di un lavoro di squadra organico e funzionale, armonico al punto da rendere fondamentale ogni piccolo ingranaggio che lo compone. Per questo Enel ha deciso di lanciare il progetto social “La luce di ogni storia”, un modo per raccontare il calcio anche attraverso le storie di chi lavora dietro le quinte, di quegli ingranaggi essenziali anche se invisibili al pubblico che servono per far sì che tutto funzioni nella maniera migliore.

il progetto

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Sono sei le storie che Enel ha deciso di raccontare attraverso un progetto dedicato ai club di Serie A supportati dal Gruppo guidato da Flavio Cattaneo attraverso le sponsorizzazioni sportive. Un racconto che ribalta il tradizionale immaginario del calcio e mette al centro professionisti fondamentali nella vita quotidiana dei club: fisioterapisti, chef, psicologi, nutrizionisti, green keeper e travel manager. Figure spesso poco visibili, ma decisive nell’equilibrio e nelle performance delle squadre. Tra questi c’è chi lavora tutta la notte per riportare in campo un giocatore importante prima di una semifinale di Champions League. Chi studia ogni pasto per trasformare alimentazione ed equilibrio in energia vincente. Chi controlla il terreno di gioco centimetro dopo centimetro, anche sotto un diluvio, perché ogni dettaglio può cambiare una partita. E ancora chi sostiene mentalmente gli atleti nei momenti più difficili o organizza trasferte evitando complicazioni, affinché una squadra pensi soltanto a vincere.

i protagonisti

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Il progetto parte con Davide Lama, fisioterapista dell’Inter, che racconta quanto nel suo lavoro conti la capacità di ascolto e di comprensione umana. Da sei anni segue la gestione fisica degli atleti, accompagnandoli nei momenti più delicati, come il recupero da un infortunio. Poi Gabriele Calvi, chef dell’Atalanta e tifoso nerazzurro. Il suo compito non è soltanto preparare i pasti, ma creare benessere, serenità e spirito di squadra. A Torino Roberto Bosco cura il terreno di gioco dal 1990. Green keeper granata da oltre trent’anni, racconta il suo lavoro come una missione fatta di precisione e attenzione maniacale ai dettagli, parlando di irrigazione, tracciature e manutenzione quotidiana. Alla Juventus lavora invece Laura Mancin, capo nutrizionista della prima squadra maschile. Il suo lavoro unisce rigore scientifico ed empatia, perché anche alimentazione ed equilibrio emotivo sono strettamente collegati. Ci spostiamo a Milano, dove Michaela Fantoni, psicologa dello sport, lavora al Milan dal 2019 . Il suo lavoro consiste nel supportare le prestazioni e aiutare gli atleti a trovare soluzioni nei momenti di difficoltà. Fantoni sottolinea come, a parità di qualità tecnica e atletica, sia spesso la testa a fare la differenza. Infine, Sara Albensi, travel manager della Lazio, racconta il lato invisibile delle trasferte. Da sei anni coordina ogni dettaglio logistico affinché i giocatori possano sentirsi a casa anche lontano da Roma.

perché è importante

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Con queste storie – che potranno essere approfondite tutte sul canale YouTube di Enel – l’azienda intende dimostrare che nel calcio l’energia non coincide soltanto con ciò che appare sul campo e sotto i riflettori. Esiste una forza meno visibile ma altrettanto importante, fatta di competenze, relazioni umane e passione quotidiana.

La Gazzetta dello Sport

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