Il geniale imprenditore rivolge il suo interesse a settori diversi da quello della Tesla, che cesserà la produzione di Model S e X. E si concentra sulla fusione delle sue società d'intelligenza artificiale e razzi, per creare una rete gigantesca di data center nello spazio
Emilio Deleidi
3 febbraio - 16:50 - MILANO
Elon Musk muove le carte e confonde le acque: ora è meno interessato alle auto, che pure hanno fatto la sua fortuna? A giudicare da certe mosse, pare di sì. O, quanto meno, dopo l’infelice avventura politica a fianco di Donald Trump, dalla quale si è prontamente ritirato non appena si è accorto che stava compromettendo le sorti delle sue aziende, sembra che il suo interesse si stia rivolgendo in prevalenza ad altro. Come le sorti di due pilastri tra le sue attività, la società d’intelligenza artificiale xAI, cui fa riferimento anche il social network da lui ribattezzato X (e conosciuto in precedenza come Twitter), e quella di viaggi spaziali SpaceX. Con quest’ultima che, nelle intenzioni di Musk, acquisisce la prima, in un’operazione che ha dato vita a una nuova realtà dallo stratosferico valore stimato dagli analisti in 1,25 trilioni di dollari (per la cronaca, un trilione è pari a un miliardo di miliardi, cifra difficile persino da immaginare).
i motivi dell'operazione
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Scopo di quella che viene presentata come una fusione tra le due società è unire le tecnologie relative all’intelligenza artificiale con il know-how missilistico e spaziale di Space X, con l’intenzione di creare una rete di data center orbitali ospitati in un network di satelliti; l’enorme quantità di energia che richiede sulla Terra l’elaborazione dei dati per l’intelligenza artificiale (nonché per le criptovalute) verrebbe ottenuta nello spazio sfruttando quella solare. Cosa che risolverebbe il problema energetico terrestre, sempre più evidente, per di più secondo Musk a costi (relativamente) ridotti. Un milione di satelliti verrebbe lanciato con i razzi Starship di SpaceX, costituendo così la costellazione necessaria al funzionamento dei data center. Un’operazione colossale, dunque, che – secondo SpaceX – è destinata a dare vita al "più ambizioso motore di innovazione verticalmente integrato sulla Terra (e non solo), unendo intelligenza artificiale, razzi, internet spaziale, comunicazioni dirette verso dispositivi mobili e la piattaforma d’informazione e libertà di parola più avanzata al mondo (ossia, secondo la visione di Musk, il social network X, ndr)". Facile riconoscere in queste parole la visione dell’imprenditore geniale che ha dato origine alla Tesla, creatura per la quale sembra però nutrire sempre meno interesse.
addio a due modelli
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A confermare la tesi che vuole Musk allontanarsi dal mondo dell’auto sono anche le sue recenti dichiarazioni in merito alla diminuzione della gamma Tesla offerta ai consumatori. "Ci aspettiamo di ridurre la produzione di Model S e Model X nel prossimo trimestre e quindi di fermarla", ha affermato, aggiungendo che il mondo si sta avviando davvero verso la guida totalmente autonoma: aggiornare le due vetture, che pure hanno contribuito considerevolmente al suo successo prima dell’avvento delle più recenti Model 3 e Model Y, ma che ora fanno registrare volumi di vendite molto ridotti, avrebbe richiesto investimenti importanti, che Musk preferisce indirizzare altrove. A partire dai robot umanoidi Tesla Optimus, autonomi e capaci di svolgere al posto degli esseri umani attività pericolose, ripetitive o noiose, e dall’intelligenza artificiale necessaria al loro funzionamento. E, se proprio si vuole parlare di mobilità su ruote, la priorità di Musk va ora ai robotaxi Tesla Cybercab, elettrici e a guida totalmente autonoma, i cui esemplari sono in fase di test (con un controllore a bordo) in città americane come la texana Austin.


