"Il nostro Paese, sui temi della
scienza, ha bisogno di accudimento giornaliero, non è
immunizzato. Ecco perché è ancora possibile nel 2025 che
l'anti-scienza arrivi a essere proposta nelle aule di una delle
nostre istituzioni, e continuerà a succedere". Così la senatrice
a vita Elena Cattaneo ha aperto oggi a Roma la conferenza su 'La
Macchina di Majorana, una storia senza prove: l'importanza del
metodo scientifico nelle istituzioni'. L'evento è organizzato al
Senato dal Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sulle Pseudoscienze, in risposta al dibattito
riacceso dopo l'incontro che si era tenuto, sempre in Senato, il
22 ottobre 2025.
"Le istituzioni hanno il dovere di non alimentare alcuna
ambiguità tra conoscenza e fantasia", osserva Cattaneo. "Però,
nel momento in cui si occupa lo spazio pubblico, succede che la
politica non resta insensibile a quella chiamata, anche in
assenza di prove documentate".
La senatrice ricorda le circostanze più eclatanti nelle
quali è avvenuto ciò: dalla tentata equiparazione tra
agricoltura biodinamica e biologica nel 2022, "lì la magia stava
per entrare in una legge dello stato", commenta Cattaneo, a
quando nel 2016 stava per essere proiettato al Senato un
documentario basato sulle tesi pluri-smentite di Andrew
Wakefield, che proponevano un legame tra vaccini e autismo, fino
al caso Stamina.
Cattaneo sottolinea che l'intento della conferenza odierna
non è quello di limitare il dibattito, ma al contrario di
renderlo possibile. "Uscire dal perimetro della scienza è
gravissimo, perché fa saltare il rapporto con la realtà",
afferma. "Non abbiamo più nessuna base per un ragionamento
comune e sono i rapporti di forza a determinare da che parte sta
la verità, cosa che non può essere: se le opinioni sono libere,
i fatti non lo sono - conclude Cattaneo - i fatti non si votano,
non si negoziano, non cambiano solo perché qualcuno ne auspica
il cambiamento".
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