E-Prix Miami 2026, le pagelle: Evans impeccabile, Cassidy invisibile

2 giorni fa 1

L'asso della Jaguar firma una gara perfetta in Florida staccando le Porsche degli ottimi Müller e Wehrlein; giornata da dimenticare per Cassidy, doppiato, ma ancora leader della classifica

Adriano Bestetti

2 febbraio - 11:19 - MILANO

Il neozelandese Mitch Evans aveva zero punti in classifica alla vigilia dell’atteso E-prix di Miami dello scorso sabato, terza tappa della stagione 12 della Formula E. E lo stesso si poteva dire del suo compagno di colori Felix da Costa, circostanza che aveva clamorosamente affossato Jaguar in fondo alle classifiche di team e costruttori. Erano quindi in molti ad attendere lo squadrone britannico al varco al Miami International Autodrome (con un layout sensibilmente accorciato rispetto alla Formula 1) ed Evans ha risposto da campione, sfornando una delle sue migliori prestazioni in carriera per inanellare una sontuosa vittoria. Si è trattato inoltre dell’affermazione numero 15 in assoluto per lui, dato che gli permette di staccare Sébastien Buemi per diventare il pilota più vincente in assoluto in Formula E, anche se non ha mai conquistato il titolo iridato. Tra i protagonisti in positivo del weekend in Florida ci sono anche il pole man Nico Müller e Pascal Wehrlain, piloti ufficiali del team Porsche che lo hanno accompagnato in quest’ordine sul podio. Tanti invece i delusi, a cominciare dal capoclassifica del campionato Nick Cassidy (Citroën) per arrivare al campione uscente Oliver Rowling (Nissan), entrambi a secco di punti, ma non sono stati solo loro i protagonisti in negativo delle nostre pagelle.

Mitch Evans, Jaguar Tcs

—  

Voto: 9,5. Nelle pagelle del precedente E-prix di Città del Messico era finito dietro la lavagna per via di una gara drammaticamente lontana dai suoi normali standard, con l’aggravante di dar seguito all’anonima prova fornita a San Paolo del Brasile. A Miami, però, Mitch Evans ha firmato una prestazione oggettivamente sontuosa sotto tutti i punti di vista. Partito nono in griglia, il neozelandese di Jaguar Tcs ha davvero sgominato la concorrenza sia in termini di strategia, aspettando fino al 19° giro per innescare il suo primo Attack Mode da 2 minuti e sfruttarlo così in condizioni di buona aderenza, che di mordente in pista, culminato con il sorpasso-capolavoro a Müller al giro 27 con cui ha conquistato definitivamente la testa della corsa. Evans alla fine si è involato solitario verso il traguardo, cosa che raramente accade in Formula E, chiamando il suo secondo Attack Mode oltre 1 minuto dopo la Porsche di Müller che lo inseguiva. E ha conquistato pure il punto “extra” per il giro veloce. Non avrebbe potuto far meglio.

Nico Müller, Porsche Formula E

—  

Voto: 8,5. Lo svizzero Nico Müller era arrivato a Miami con propositi di grande rivalsa, mostrandosi decisamente in palla fin dalle prove libere. Il primo acuto è arrivato già nelle qualifiche, con la brillante conquista della prima pole position in carriera in Formula E, ma anche in gara l’alfiere della Porsche si è dimostrato in ottima forma, difendendo con successo la posizione al via e mantenendosi costantemente nelle prime posizioni pur partecipando al gioco di squadra con Wehrlein e Drugovich (sulla Andretti motorizzata Porsche). Il secondo posto finale è certamente un ottimo risultato contro uno scatenato Mitch Evans, in evidente stato di grazia.

Pascal Wehrlein, Porsche Formula E

—  

Voto: 8. Pascal Wehrlein aveva vinto l’E-prix di Miami dello scorso anno, ma su un diverso tracciato. Quest’anno, sull’apposito layout del Miami International Autodrome, il pilota tedesco della Porsche ha conquistato un eccellente terzo posto dopo una gara condotta con saggezza e, molto probabilmente, tenendo anche d’occhio la classifica del Mondiale. Scattato dall’undicesima casella della griglia, Wehrlein è stato bravo ad agganciare rapidamente il gruppo dei primi e diligente nell’eseguire le strategie orchestrate dal muretto, senza mai sottrarsi alla bagarre. Il meritato podio finale gli ha inoltre permesso di risalire fino al secondo posto della classifica piloti, a soli 2 punti dal vertice, rilanciando le sue chance di titolo.

Joel Eriksson, Envision Racing

—  

Voto: 7. Lo svedese Joel Eriksson era a caccia di un buon risultato a Miami e il quarto posto finale in gara ha suggellato un weekend sicuramente positivo con lui. Dopo aver centrato la fase dei duelli in qualifica ed essere partito dalla terza fila, lo scandinavo della Envision Racing (motorizzata Jaguar) si è reso protagonista di una gara oculata che lo ha visto rimanere nel gruppo di testa per tutta la sua durata. Non ha lottato per la vittoria, ma ha saputo amministrare bene la macchina per portare a casa il massimo bottino di punti possibile.

Nyck De Vries, Mahindra Racing

—  

Voto: 6,5. L’olandese Nyck De Vries aveva bisogno come il pane di un buon risultato a Miami dopo il balbettante inizio di stagione e il suo quinto posto sotto la bandiera a scacchi ha certificato un fine settimana decisamente positivo per lui. Le avvisaglie si erano avute già in qualifica, chiusa al quarto posto, ma in gara il pilota Mahindra si è distinto per la sua vivacità, specialmente nella fase iniziale in cui aveva anche raggiunto la prima posizione. Alla fine Evans e le due Porsche ufficiali si sono rivelate un osso troppo duro per lui, ma gli va riconosciuto il merito di aver rintuzzato gli assalti finali del compagno di colori Mortara e della Envision di Sébastien Buemi per portare a casa un comunque prezioso piazzamento. 

Pepe Martì, Kiro Cupra

—  

Voto: 6. Dopo il patatrac del round inaugurale in Brasile, lo spagnolo Pepe Martì sta trovando una certa continuità di risultati nella sua prima stagione in Formula E. Il rampante ventenne del team Kiro Cupra è infatti finito per la seconda volta in zona punti a Miami grazie a un buon 8° posto al termine di una gara vissuta principalmente a centro gruppo, battagliando con diverse “vecchie volpi” della categoria. La sua prestazione appare ancora più meritoria se rapportata a quella del dirimpettaio di box Dan Ticktum, nuovamente disastroso in Florida e ancora a zero punti in classifica.

Jake Dennis, Andretti Porsche

—  

Voto: 5. Jake Dennis sembra aver smarrito lo smalto messo in mostra nel primo E-prix della stagione a San Paolo, da lui vinto d’autorità al volante della sua Andretti. Complici le mutate condizioni meteo prima della corsa, a Miami il britannico non è riuscito a trovare il giusto feeling con la vettura accontentandosi di navigare a centro gruppo nel tentativo di limitare i danni. L’unico punticino racimolato grazie al decimo posto finale gli ha almeno consentito di muovere la classifica, dove occupa il terzo posto a 3 punti dal leader Nick Cassidy.

Oliver Rowland, Nissan Formula E

—  

Voto: 4,5. Il weekend di Miami è stato decisamente avaro di soddisfazioni per il campione del mondo in carica Oliver Rowland, praticamente mai in evidenza con la sua Nissan. In qualifica, l’asso britannico ha mancato l’appuntamento con la fase a duelli per accontentarsi di un mesto 14° posto in griglia. In gara, dopo una partenza opaca, lui e la sua Nissan non hanno messo in mostra un passo tale da lasciar presagire una possibile rimonta. Dopo essere finito a podio nelle prime due gare stagionali, Rowland resta ampiamente in lizza per la riconferma del titolo, ma questo passo indietro richiede un esame di coscienza per lui e per il team.

Felipe Drugovich, Andretti Porsche

—  

Voto: 4,5. Felipe Drugovich era tra i pochi piloti giunti a Miami con ancora zero punti in classifica, motivo per cui sarebbe stato fondamentale per lui cogliere un buon risultato tra le palme della Florida. Le premesse, in realtà, c’erano tutte: ottimo secondo posto in qualifica, eccellente partenza con il primo Attack Mode innescato immediatamente per passare in testa e una condotta di gara encomiabile nella sua prima parte, per altro coordinandosi strategicamente con le Porsche del team ufficiale. Il brasiliano della Andretti sembrava avere tutte le carte in regola per puntare al podio fino al clamoroso errore al giro 26, quando ha colpevolmente mancato il punto di staccata alla curva 13 per andare a colpire la Jaguar del portoghese Da Costa, in quel momento in lotta con Evans per il secondo posto. Rientrato ai box per riparare la vettura, ha chiuso 17° e doppiato gettando così alle ortiche la possibilità di rilanciarsi in campionato.

Nick Cassidy, Citroën Racing

—  

Voto: 4. Nick Cassidy era probabilmente l’uomo più atteso alla vigilia dell’E-prix di Miami. Con una vittoria e un terzo posto racimolati nei primi due round stagionali, il portacolori del neonato team Citroën Racing era pronosticato da più parti come sicuro protagonista dell’evento, pronto a incamerare un altro buon risultato per abbozzare magari un primo tentativo di fuga in classifica. Le qualifiche erano andate discretamente e gli avevano fruttato il 7° posto in griglia, ma la gara è stata un autentico disastro per lui, subito scivolato nelle retrovie e mai sembrato capace di risalire la china. Anzi, a una manciata di giri dalla fine ha anche conosciuto l’onta del doppiaggio prima di chiudere con un mesto 16° posto e 0 punti fatti. Nel dopo gara, Cassidy ha spiegato la debacle con le mutate condizioni meteo rispetto ai turni precedenti, con condizioni che né lui, né il team sono riusciti a interpretare a dovere, ma il neozelandese resta comunque il capoclassifica della Formula E con sole 2 lunghezze di vantaggio su Wehrlein.

Leggi l’intero articolo