Classe 1954, aveva lasciato l'Italia per fare il professionista di poker a Las Vegas. Oltre 30 anni fa Farina divenne il primo azzurro capace di mettersi al polso un braccialetto delle World Series of Poker. E' stato un vero pioniere. Da anni viveva a St. Maarten. Il ricordo di Max Pescatori e Alessio Isaia
Probabilmente qualche giovane leva del poker non ha mai sentito parlare di lui. Chi ha qualche anno in più sulle spalle invece ha ben presente il nome di Valter Farina, primo braccialetto italiano alle WSOP di Las Vegas. Valter è morto a St Marteen, aveva 74 anni
VALTER FARINA: PRIMO BRACCIALETTO WSOP ITALIANO
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Essere pionieri, aprire la strada e aspettare che il sentiero che hai tracciato possa essere percorso da altri. Se paliamo di poker italiano, WSOP, tornei e braccialetti, tutti dobbiamo qualcosa a Valter Farina. Una vita da professionista di poker quando nessuno immaginava che fosse un "lavoro". Farina è morto all'età di 74 anni a St Marteen, dove risiedeva, continuando a giocare, da un bel po' di tempo. Chissà cosa avranno pensato gli italiani nel 1995 imbattendosi nella notizia, da trafiletto, di un italiano vincitore di un torneo mondiale di poker. Era il 26 aprile e Farina aveva lasciato l'Italia (è nato a Genova) oramai da qualche anno. La sua idea? Quella di fare il giocatore di poker professionista. Ricordiamo che ai tempi, oltre al Texas Holdem, limit e no-limit, andavano per la maggiore le varianti stud. A metà degli anni '90 l'effetto Moneymaker era lontano anni luce. Al Main Event delle WSOP non si arrivava a 300 partecipanti. Valter aveva già assaporato l'ambiente WSOP qualche anno prima, andando a premio nel Seven Card Stud. L'impresa arrivò proprio in quella specialità. Nel testa a testa finale Farina ebbe la meglio su Stavros Karabinas e fu storia. Primo braccialetto italiano alle World Series of Poker di Las Vegas. Per il secondo bisognava aspettare ma la strada era tracciata
I MESSAGGI DI ISAIA E PESCATORI
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Oltre 35 anni da professionista: da Las Vegas ai Caraibi. Farina si era trasferito a St Marteen: niente pensione. Il gioco lo attirava ancora. I tempi e le mode erano cambiate, il no-limit forse era troppo "varianzoso" e allora Valter aveva preferito l'omaha. Io suoi giri pokeristici comprendevano Panama, Aruba e Guadalupa. Nel corso degli anni aveva conosciuto tanti altri pro del Belpaese a cominciare da quel Max Pescatori che non aveva lasciato Farina da solo. Undici anni dopo quello di Valter, un altro italiano aveva conquistato un braccialetto WSOP. Il "pirata" azzurro è stato uno dei primi a postare un ricordo di Farina: "È difficile trovare le parole giuste per salutare un mentore di vita e poker come Valter. È stato il primo a credere in me e a convincere i miei genitori che avrei potuto diventare un professionista di poker" ha scritto Pescatori cha ha poi ricordato quanto abbia contato Farina nel suo percorso pokeristico. La notizia della morte è arrivata tramite un altro amico, quell'Alessio Isaia che ha ricordato i tanti momenti passati con Valter: "Oggi se ne e’ andato un grande amico, un grande essere umano e un grandissimo giocatore di poker. Sono sicuro che con le tue capacità e la tua dedizione troverai la tua strada anche in questo nuovo cammino che ti sta aspettando. Ti voglio dedicare questo post e un saluto speciale perché sei stato una di quelle persone che occupano uno spazio speciale nel cuore"


