L'Under 21 svizzero è in crescita e ora dà affidamento: la bella prova di Bologna conferma il lavoro del tecnico con l'esterno e offre un'alternativa credibile a Saelemaekers
Il piede destro è decisamente educato. Proprio come lui. Zachary Athekame sta iniziando a sbocciare adesso, dopo aver fatto il suo ingresso a Milanello in punta di piedi, come si conviene per un ragazzo di 21 anni che, prima di essere prelevato dal Milan, calcisticamente non aveva mai messo il naso fuori dalla Svizzera. Esperienza limitata, d'accordo, ma non uno sprovveduto sbarcato da un altro pianeta: nel cv di Zachary compaiono anche 8 presenze in Champions con lo Young Boys (alcuni compagni rossoneri non possono dire lo stesso) e un percorso con l'Under 21 elvetica iniziato nel 2023 che lo ha portato alla prima convocazione di Yakin con la nazionale maggiore lo scorso ottobre.
minutaggio
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Questa, ovviamente, era e resta un'annata essenziale per capire, osservare, studiare e imparare. Dopo di che, la rosa estremamente corta del Milan diventa un aiuto, se si è in grado di aiutare se stessi. Athekame l'ha fatto e piano piano Allegri sta iniziando a valutarlo con una considerazione sempre maggiore. La prestazione di Bologna - un bel 7,5 nella pagella Gazzetta - ha acceso i riflettori su di lui, ma il tecnico è giù un po' che lo "cura". Ne monitora la crescita, lo segue con attenzione col risultato di immaginare una squadra dove a destra non dev'esserci per forza sempre e soltanto Saelemaekers. Quando Zachary non era ancora pronto e Alexis aveva bisogno di rifiatare, la prima opzione a tutta fascia era Loftus-Cheek: la forzatura è evidente. Athekame invece è l'alter ego naturale del belga, gioca in quel ruolo di professione. Ora come ora lo svizzero in campionato ha il terzultimo minutaggio della rosa: 265', hanno giocato di meno soltanto Odogu (4') e Füllkrug (191'), che però è appena arrivato. Partite da titolare? Due. La prima è stata alla settima giornata contro la Fiorentina, e non andò granché bene. Sostituito dopo un'ora scarsa di gioco e appesantito da un 5,5 in pagella: "Patisce l'emozione del debutto a San Siro". Pareva una sorta di condanna, ma Zachary si era risollevato appena cinque giorni dopo, sempre al Meazza, firmando il 2-2 contro il Pisa in pieno recupero con un tiro dalla distanza intelligente e perfido. Insomma, aveva evitato la figuraccia al Diavolo, sebbene sul secondo gol nerazzurro fosse stato tutt'altro che impeccabile. Tre mesi e mezzo dopo, è tutta un'altra storia. Lo svizzero è migliorato nella comprensione tattica e nella sicurezza, tutto dimostrato dai duelli al Dall'Ara con un pessimo cliente come Rowe.
pronto
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Certo, è immaginabile che non concluderà la stagione con un super impiego: il Milan attivo su un solo fronte non lo aiuta e poi c'è Saelemaekers, giocatore con polmoni doppi e uno dei più grandi equilibratori "doppio-fasisti" del Milan. Il fattore basilare quindi è il suo svezzamento tattico messo in atto da Allegri sul calcio italiano e sui concetti di gioco chiesti dall'allenatore. Come sottolinea spesso Max, per un giocatore che arriva da realtà estere - e non necessariamente un giovane -, l'impatto col nostro campionato è potente e complesso. Movimenti e coperture intanto stanno migliorando, qualche cross molto ben eseguito avrebbe meritato miglior sorte (ora, però, c'è un Füllkrug in più ad attendere quei palloni) e, insomma, lo svizzero ora parrebbe essere pronto davvero. Sulle orme di Dani Alves, che per Zachary è sempre stato fonte di ispirazione. "A me piace molto correre in avanti, sono uno che spinge", raccontava lo svizzero la scorsa estate. A Bologna ha dimostrato di saper anche difendere.



