Ad Aragon si torna subito a fare sul serio, con Martin leader e Bezzecchi ancora alle prese con gli acciacchi
Luigi Perna e Mario Salvini
25 agosto - 14:05 - MILANO
Con l’annuncio di Enea Bastianini alla Aprilia Trackhouse abbiamo praticamente il quadro completo della griglia 2027. Mancano ancora un paio di annunci, quello di Luca Marini alla Ktm Tech3, resta da capire cosa intende fare la Honda con David Alonso e Diogo Moreira, ovvero quale dei due tenersi nel team ufficiale e quale invece lasciare al team di Lucio Cecchinello, ma in definitiva ormai tutto è deciso e bell’e pronto da essere analizzato.
italia-spagna
—
E si delinea esattamente quello che si va dicendo ormai da mesi, e cioè che il prossimo anno sarà più che mai uno scontro tra Ducati-Spagna e Aprilia-Italia. Non solo perché, com’è stranoto, nel team ufficiale di Borgo Panigale ci saranno Marc Márquez e Pedro Acosta e in quello di Noale Marco Bezzecchi e Pecco Bagnaia, ma perché dei sei ducatisti, compresi quelli dei team clienti, ben cinque saranno spagnoli, e allo stesso modo tre su quattro degli uomini Aprilia saranno italiani. Dunque in VR46 arriva Fermin Aldeguer, primo straniero di sempre nel team di Valentino Rossi, affiancato dal solo italiano della compagnia, cioè Nicolò Bulega. Mentre da Gresini con il campione del Mondo del 2020 in arrivo dalla Honda, cioè Joan Mir, ci sarà Daniel Holgado, vice campione del Mondo della Moto3 del 2024 e attualmente quarto in classifica in Moto2. Dell’Aprilia s’è detto: Enea Bastianini va al posto di Ai Ogura nel team americano, dove, dopo tutta una serie di contrattazioni e considerazioni, alla fine resta Raul Fernandez. Ma a tutto questo penseremo il prossimo inverno.
marquez re di aragon
—
Adesso finalmente torniamo in pista in via definitiva, dopo la "falsa partenza" di Silverstone, finto rientro dalle vacanze, prima di altre due settimane di sosta. Ora si va verso uno dei sei circuiti in cui si gira in senso antiorario, quelli molto graditi a Marc Marquez. Si va cioè verso Aragon, dove il campione del Mondo ha vinto nelle ultime due edizioni e dove ha trionfato in tutto 7 volte limitandoci a considerare la sola MotoGP. Inevitabile immaginare un altro weekend in stile Sachsenring, magari meno devastante ma di sicuro dominante. Per quanto di certo quest’anno ci sia fin qui stato ben poco. Lo stesso Marquez, dopo quel cappotto imposto a tutto il resto della griglia al Sachsenring, poi a Silverstone ha faticato, e nemmeno poco. "Il fisico non era a posto, ho rischiato di cadere, non avevo il controllo del braccio destro", avrebbe poi commentato. Per quanto, lo si era già specificato all’indomani del gran premio di Spagna a Jerez, non sia più il caso di credere troppo alle dichiarazioni di Marquez sul suo stato di salute. Sono troppe le evidenze che confermano come sia disposto ad assumersi responsabilità non sue pur di non addossare colpe alla Desmo né tantomeno alla squadra. In un panorama generale che a volte è desolante in quanto a piagnistei, recriminazioni e scaricabarili vari, Marc non si lamenta mai.
martin davanti a tutti
—
Si riparte da Jorge Martin in testa alla classifica. Da Martin che, proprio in virtù delle misteriose incognite di Marc Marquez, è diventato l’uomo da battere. È bizzarra la situazione di Jorge, uno dal temperamento focoso per cui a volte sembra che il suo impeto rischi di diventare il peggiore degli avversari sulla sua strada. Tutti ricordiamo le sei cadute nel fine settimana al Montmelò. Eppure è in testa con una sola vittoria all’attivo, come se fin qui avesse corso con la calcolatrice sott’occhio. Esattamente come aveva fatto due anni fa, quando fu campione con tre sole vittorie (ma 10 secondi posti!) conto le 11 di Pecco Bagnaia. Con un'ulteriore considerazione da fare: come ha raccontato lui stesso in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, Jorge ama particolarmente il periodo dell’anno in cui si resta in Oriente. E quest’anno quella fase, seppur spezzata, è particolarmente lunga. Come è noto non c’è più il trittico che ha caratterizzato tante stagioni negli anni passati, ma ci sono due distinti stint, uno comprendente Giappone e Indonesia, e quello successivo con Australia, Malesia e forse Qatar. Forse, anzi quasi sicuramente la corsa a Losail non si terrà a causa del conflitto nel Golfo Persico, lo sapremo presto, presumibilmente già in questo fine settimana ad Aragon. In ogni caso: "Amo le gare extraeuropee – ha spiegato Matin - perché si rimane fuori: mi piace molto rompere la routine, allenarmi in posti insoliti. Normalmente mi aiuta a restare concentrato". E infatti in carriera ha sempre fatto molto bene nella seconda parte della stagione. Gli altri sono avvisati.
bez non ancora al massimo
—
E siamo a Marco Bezzecchi, rinato con forza, tigna, determinazione, a Silverstone, così da risalire al secondo posto in classifica dietro solo al suo compagno di Aprilia, Martin, per quanto staccato di 31 punti. Che non sono pochi. Proprio oggi, lunedì 24 agosto, il Bez è andato in pista a Misano nel Project Apex di Dainese. Allo scopo di testare le novità della casa produttrice di tute, oltre che della Agv, Marco è andato in sella alla Aprilia Rsv4. Ovviamente le sensazioni su una moto stradale sono ben diverse da quelle su una MotoGP, ma la scorribanda è stata una buona occasione per sgranchirsi un po’ e per provare a capire a che punto sono i sui acciacchi. Perché questo è il tema. Il Bez ha ammesso di avere avuto qualche difficoltà nei giorni immediatamente successivi a Silverstone. "La spalla è migliorata", ha spiegato. "È il ginocchio mi fa ancora tribolare". Le condizioni non sono ancora al meglio, dunque. Marco non sarà al 100% nemmeno ad Aragon. Pista che peraltro non è mai stata tra le sue preferite. Lui dice sempre che gli piacciono tutte, ma lì in MotoGP non è mai stato meglio di 7° (ci ha fatto un secondo posto in Moto3). Ci sarà ancora da stringere i denti. Però è vero che, a Silverstone lo abbiamo visto una volta di più, nessuno è bravo a farlo come lui.


