Dopo 24 giorni in mare, Starship ce l'ha fatta

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I mari sono stati clementi — o almeno più clementi del previsto — con Starship, la navicella di SpaceX trainata attraverso l'Oceano Indiano fino a Christmas Island, dove è arrivata il 18 agosto dopo 24 giorni di navigazione. Ship 40, lo stadio superiore che ha volato durante il tredicesimo test di volo di Starship, ha compiuto il primo ammaraggio intatto della storia del programma.

Il decollo era avvenuto il 24 luglio dalla base Starbase di SpaceX, nel sud del Texas, accoppiato al booster Super Heavy numero 20. Durante la missione, la navicella ha rilasciato 20 satelliti Starlink V3 operativi — la prima volta che questi satelliti di nuova generazione volavano su un test di Starship — completato un riaccensione del motore Raptor in orbita, ed è sopravvissuta al rientro atmosferico, ammarando circa 65 minuti dopo il decollo.

Un recupero difficile

A differenza dei tentativi precedenti, in cui il veicolo si spezzava dopo essersi ribaltato in acqua, questa volta Ship 40 è rimasta intatta, continuando a galleggiare in superficie. Un drone di SpaceX ha ripreso dal vivo il veicolo mentre galleggiava, catturando immagini preziose dello scudo termico nella finestra critica successiva all'ammaraggio — dati che normalmente sarebbero andati perduti nel giro di pochi minuti.

Negli ultimi 24 giorni, il team ha dovuto affrontare condizioni difficili e un mare sempre più agitato, tanto che il 7 agosto lo stesso Elon Musk aveva ammesso su X che le prospettive di recupero non erano buone, pur specificando che erano comunque state ottenute fotografie ravvicinate di zone critiche dello scudo termico e dei motori, utili per i futuri aggiornamenti del veicolo.

Undici giorni dopo, il 18 agosto, la situazione si è ribaltata: SpaceX ha annunciato che il team di recupero era riuscito a guidare la navicella fino a un punto appena al largo di Christmas Island. È importante però essere precisi sui termini: la navicella non è ancora "recuperata". Al momento infatti, galleggia ancora in mare, l'ottimismo è dovuto dal fatto che i 52 metri di struttura non si sono disintegrati in detriti sparsi. Le fotografie ufficiali mostrano infatti un veicolo comunque provato dal viaggio, con diverse piastrelle dello scudo termico mancanti o abrase.

L'accoglienza di Christmas Island

L'arrivo del gigantesco veicolo — alto 52 metri e largo 9 — ha suscitato grande curiosità tra gli abitanti dell'isola. Le autorità hanno istituito una zona di esclusione attorno alla navicella e alle imbarcazioni impegnate nel recupero, ma il profilo del veicolo resta visibile da diverse zone dell'isola.

L'Australian Space Agency ha confermato di stare coordinando l'operazione con SpaceX per conto del governo federale.

Christmas Island è un territorio australiano situato a circa 1.900 chilometri a nord-ovest di Broome. La maggior parte dell'isola è un parco nazionale, famosa in tutto il mondo per la migrazione di massa dei suoi circa 40 milioni di granchi rossi di terra verso il mare, uno degli spettacoli naturalistici più straordinari del pianeta. Ora, come confermato da SpaceX in un aggiornamento su X, un team di ingegneri è in viaggio verso l'isola per condurre ulteriori analisi sul veicolo nelle acque più calme, prima di tentare di riportarlo a Starbase.

Le tappe future

Starship resta il vettore di lancio super pesante di SpaceX, pensato per diventare il razzo più potente al mondo e il primo interamente riutilizzabile. La data della sua piena entrata in servizio operativo continua però a slittare da quando ha effettuato il primo volo di prova, nell'aprile 2023 e diversi traguardi chiave restano ancora da raggiungere per evitare ritardi a catena su altri fronti dell'industria spaziale.

La NASA ha incaricato SpaceX di realizzare una versione di Starship capace di far atterrare astronauti sulla Luna nell'ambito della missione Artemis IV, prevista per il 2028 e di far volare una Starship V3 compatibile con la navicella Orion in orbita terrestre, già durante la missione Artemis III il prossimo anno.

Prima di ottenere la certificazione per il trasporto di astronauti, Starship deve però ancora soddisfare diversi requisiti NASA — tra cui il raggiungimento dell'orbita, un traguardo che potrebbe ormai essere vicino. SpaceX infatti, sta già preparando Ship 41 e il relativo booster Super Heavy per il volo 14.

In questa missione l'azienda punta non solo a portare in orbita lo stadio superiore, ma anche a riportarlo alla base di Starbase per il recupero, catturandolo con i bracci a forma di bacchetta della torre di lancio "Mechazilla" — un passaggio fondamentale verso la piena riutilizzabilità del sistema. Elon Musk ha dichiarato che l'azienda spera di lanciare il volo 14 entro la fine di agosto o al più ai primi di settembre.

Fotogallery Le foto dell'atterraggio in mare del Falcon 9

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