Sei partite zero vittorie, una doccia gelida sull'illusoria supremazia del calcio inglese: l'andata degli ottavi di Champions League, che ha visto la partecipazione record di sei club della Premier League, si è rivelata una fragorosa debacle per il calcio d'Oltremanica, uscito ridimensionato al di là di ogni ragionevole previsione.
Quattro sconfitte, di cui tre con largo margine, e due pareggi: è questo il magrissimo bilancio dei club inglesi dopo il primo atto della fase ad eliminazione diretta. Risultati netti quanto impietosi che costringono - dopo appena 90' - a rivedere le valutazioni circa il presunto predominio della Premier. A cominciare dalla fragorosa caduta del Manchester City, umiliato al Bernabeu da un Real Madrid che pure doveva rinunciare a Rodrygo, Jude Bellingham e Kylian Mbappe: 3-0 che sarebbe potuto essere un poker al passivo se Gianluigi Donnarumma non avesse parato un rigore a Vinicius.
Allarmante non tanto il passo falso davanti alla squadra più titolata d'Europa, quanto la prestazione della squadra di Pep Guardiola, letteralmente umiliata a Madrid. Dove 24 ore prima anche il Tottenham aveva subito una severa lezione dall'Atletico, complice anche la sciagurata scelta di Igor Tudor di schierare titolare il giovane (e inadeguato) portiere, Antonin Kinsky, salvo poi sostituirlo dopo 17', quando la gara era già compromessa. Il destino di entrambi i club inglesi pare già deciso, così come quello del Chelsea, affondato nel finale contro il Paris Saint Germain dalla doppietta di Khvicha Kvaratskhelia.
Sconfitta, ma con qualche speranza in più, per il Liverpool, superato di misura dal Galatasaray, mentre per Arsenal e Newcastle la qualificazione è ancora aperta dopo i pareggi rispettivamente con Bayer Leverkusen e Barcellona.
Non capitava dal 2023 che nessun club inglese riuscisse a vincere l'andata degli ottavi di finale di Champions. Un brusco risveglio dopo settimane di chiacchiere sul dominio (non solo economico) del campionato inglese, una super potenza dominata quest'anno dall'Arsenal, che però sul campo del Bayer Leverkusen, sesto in Bundesliga, ha avuto bisogno di un rigore all'ultimo minuto di Kai Havertz per evitare la sconfitta.
Certo, non mancano gli alibi alle inglesi, a cominciare dal calendario congestionato, dal carico di lavoro extra e dalla stessa intensità (e quindi dispendio psico-fisico) del loro campionato, che spreme i giocatori sia da un punto di vista fisico che mentale.
I risultati dell'andata rappresentano un fardello pesante per le speranze inglesi: analisti e bookmakers concordano nel ritenere che le possibilità di passaggio del turno delle sei squadre inglesi, nel complesso, si siano pressoché dimezzate rispetto ai pronostici della vigilia, smentiti nella maniera più clamorosa, nonostante Arsenal e Liverpool appaiano sufficientemente attrezzate per avere la meglio. I risultati degli ultimi due giorni restano però come una macchia, e forse anche un avvertimento, per la reputazione del calcio inglese: la supremazia economica nel calcio - sport di episodi per antonomasia - non si traduce automaticamente in vittorie e trofei.
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20 ore fa
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