Un boom registrato dall'indagine "Italia, Paese di Cammini" di Terre di Mezzo Editore: pellegrini più che raddoppiati nel 2025 sui sentieri della Penisola, impatto economico di 336 milioni di euro. Un turismo lento che porta risorse e attenzione soprattutto nelle aree interne più trascurate
Paesi svuotati, servizi che spariscono, uffici postali che chiudono, strade che si sgretolano, scuole senza alunni né maestre, giovani che partono. L’Italia delle Aree Interne è una terra dimenticata, prima di tutto dalla politica che nel contestato Piano Strategico Nazionale ha addirittura evocato l’eutanasia di parte di queste zone. Allora ben vengano i pellegrini, un esercito di camminatori che proprio tra borghi e aree montane posano i loro passi e, a ritmo lento, portano attenzione e una (poi non così piccola) economia in luoghi altrimenti depressi. Ce lo racconta la nona edizione del dossier "Italia, Paese di Cammini" realizzato da Terre di mezzo Editore e presentato alla fiera Fa’ la cosa giusta! di Milano: il 2025 è stato l'anno del grande balzo. Se lo Stato fatica a mappare i bisogni di queste terre, i camminatori hanno già tracciato la rotta: oltre 300.000 persone si sono messe in viaggio a piedi lo scorso anno, segnando un incremento record del 56% rispetto al 2024.
economia reale
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Il dato più significativo non è solo numerico, ma geografico e sociale. Il dossier - arricchito dalla collaborazione scientifica del Cast (Centro di studi avanzati sul turismo) dell’Università di Bologna - ha raccolto i dati del settore (Cammini, Credenziali e Testimonium consegnati) e soprattutto le risposte a 4.328 questionari compilati dai camminatori. E rivela che l'impatto economico complessivo dei Cammini ha raggiunto la cifra monumentale di 336,4 milioni di euro. A differenza del turismo di massa che arricchisce i grandi hub internazionali o le piattaforme digitali, questa ricchezza resta lì dove viene generata: nelle locande dei borghi sperduti, negli agriturismi gestiti da giovani che hanno deciso di restare, nei piccoli alimentari che altrimenti non avrebbero clienti. Con 2,4 milioni di pernottamenti annui generati dai cammini, una spesa media di 87,29 euro al giorno e una permanenza media di 7,4 giorni, il camminatore tipo è diventato il miglior alleato dell'economia locale.
effetto giubileo
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Non è (ancora) l’effetto Zalone che - dicono - sta portando frotte di pellegrini sulle vie di Santiago. Il film è uscito solo a Natale scorso, mentre sicuramente il Giubileo 2025 ha spinto tanti a mettersi in cammino verso la tomba di San Pietro: i flussi verso Roma sono cresciuti considerevolmente, soprattutto sulla Francigena e sulla Via Romea Strata che ha visto più che raddoppiare i suoi arrivi (da 5.576 a oltre 12.000). Ma la vera sorpresa risiede nei cosiddetti "Cammini minori". Oggi si contano ben 250 percorsi censiti in tutta la Penisola. Molti di questi non hanno grandi strutture di governance o finanziamenti pubblici, eppure esistono, resistono e attraggono. Sono le vene capillari di un’Italia che torna a respirare. Il dossier evidenzia come la crescita sia costante: +24,4% nel 2023, +29% nel 2024, fino all'esplosione del 2025. È un segnale chiaro: la domanda di bellezza, lentezza e autenticità è più forte della carenza di servizi.
l'identikit del nuovo viandante
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Chi è che sta salvando l'Italia interna? Il profilo è trasversale. Se nel 2024 le donne erano la maggioranza, nel 2025 si è assistito a un lieve sorpasso maschile (51,4%). Interessante è il dato anagrafico: il 27% di chi cammina ha meno di 45 anni, a dimostrazione che il cammino non è un passatempo per pensionati, ma una scelta consapevole di nuove generazioni in cerca di un contatto diretto con il territorio. Le regioni che "esportano" più camminatori sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, confermando un desiderio di fuga dalle aree urbanizzate verso il silenzio delle montagne e delle colline.

