Disastro Italia, lascia anche Buffon: "Dimissioni atto impellente, abbiamo fallito"

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L'ormai ex capo delegazione saluta con un post sui social: "Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità. Giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo"

2 aprile - 16:40 - MILANO

Dopo il presidente federale Gabriele Gravina, anche Gigi Buffon ha rassegnato le proprie dimissioni. L'ormai ex capo delegazione della Nazionale dice addio all'indomani della sconfitta in Bosnia, costata agli azzurri l'esclusione dal terzo mondiale consecutivo. L'ex capitano - che aveva inizialmente dato disponibilità a restare fino a giugno - ha annunciato la propria decisione con un post su Instagram: "Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro - le sue parole sul social -, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità. Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi era stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti". 

"tocca ad altri"

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Buffon quindi prosegue spiegando la natura del suo gesto: "È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo". E prosegue: "L'obiettivo era riportare al Mondiale la Nazionale e non ci siamo riusciti". Sul suo contributo alla causa, l'ex numero uno si esprime così: "Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21 - si legge -. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte". Infine un saluto: "Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre". 

La Gazzetta dello Sport

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