Dino Mujanovic è uno degli inquilini del palazzo che affaccia sullo stadio Bilino Polje di Zenica. Negli ultimi giorni gli sono arrivate offerte assurde. "Le ho rifiutate tutte". E sul Mondiale è sicuro. "A giugno ci saremo noi, spiace per l'Italia"
Oscar Maresca
30 marzo - 21:23 - MILANO
All’incrocio di Fra Ivana Franje Jukića, tra lo stadio Bilino Polje di Zenica e il fiume Bosna, c’è un enorme palazzone di venti piani. È stato costruito all’inizio degli anni Settanta di fronte lo storico impianto che ospita le partite della nazionale bosniaca, del Celik e pure del rugby. Ospita centinaia di famiglie, i balconi affacciano sul campo. Dino Mujanovic vive da sempre in uno di quegli appartamenti: nel soggiorno ha un enorme divano grigio con la televisione. Le partite però le segue con famiglia e amici piazzandosi davanti alla finestra: “Subito dopo la semifinale playoff per il Mondiale vinta da Dzeko e compagni contro il Galles, su Instagram ho pubblicato un post ironico. Ho pensato di affittare il mio balcone a 500€ per la partita contro l’Italia. Il prezzo includeva barbecue e una bevanda a scelta. Ovviamente scherzavo, invece amici e tifosi mi hanno scritto decine di messaggi”. Martedì la squadra di Gattuso si gioca l’accesso alla competizione in uno stadio complicatissimo: “I biglietti sono stati venduti tutti nella notte di giovedì. Qui una formazione bosniaca ha già battuto un club italiano, era la finale di Mitropa Cup del 1972. Il Celik riuscì a superare la Fiorentina 1-0, davanti a 34 mila persone. Quella volta però l’arbitro tifava per gli azzurri, stavolta non sarà così”.
Le offerte per un posto sul suo balcone continuano ad arrivare.
“Su Instagram ricevo notifiche in continuazione, pure il telefono squilla ininterrottamente. Le persone mi hanno contattato offrendomi qualsiasi cosa: soldi, una Lada Niva (fuoristrada russo). Addirittura due tonnellate di pellet per alimentare il riscaldamento”.
Le persone mi hanno contattato offrendomi qualsiasi cosa: soldi, una Lada Niva (fuoristrada russo). Addirittura due tonnellate di pellet per alimentare il riscaldamento”
Mujanovic sulle offerte ricevute
La richiesta più strana?
“Una tonnellata di patate per il prossimo inverno. Ho ignorato tutte le richieste, molte erano ironiche. Con il mio post puntavo a questo, era una provocazione, non una reale offerta”.
Non ci ha pensato neanche per un attimo a cedere?
“Assolutamente no. Guarderò la finale playoff contro l’Italia come sempre, insieme alle persone cui voglio bene. Mangiando e brindando. Sia la casa che il balcone sono riservati esclusivamente alla mia famiglia. Faremo il tifo per la nazionale, per la Bosnia, per Džeko, Demirović, Alajbegović e gli altri. Speriamo di esultare”.
Avete organizzato un’iniziativa speciale nel vostro condominio?
“Ci affacceremo tutti a finestre e balconi, come ogni volta che gioca la nazionale e il Celik”.
Com’è vivere di fronte al Bilino Polje?
“Lo stadio è stato costruito in un luogo storico per il Paese. È la casa della nazionale, ma sorge su un terreno dove si è verificato uno degli eventi più importanti del nostro passato. Nel 1189, Kulin – il bano di Bosnia - firmò un accordo commerciale con la Repubblica di Ragusa per lo sviluppo dei mercati lungo le rotte balcaniche del Mediterraneo”.
Nel condominio dove abita con la sua famiglia c’è anche un appartamento in affitto su Booking.
“Ce n'è più di uno, costano circa 30 euro a notte in periodi normali. Martedì non ci sarà un posto vuoto nelle nostre case”.
Contro l’Italia come finisce?
“Con tutto il rispetto per voi, gli azzurri salteranno il terzo Mondiale consecutivo. A giugno in campo ci sarà la Bosnia”.



