Debole con deboli, forte coi forti: un Milan da partite secche. Ecco cosa vuol dire per il futuro

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I rossoneri fanno bene per il quarto derby su quattro, mentre in campionato deludono da mesi. È un messaggio per la prossima stagione: non serve buttare tutto, basta dare nuove motivazioni

Marco Pasotto

Giornalista

3 aprile - 12:26 - MILANO

La vera notizia non è la quarta partita stagionale in cui il Milan resiste all’Inter – e lo fa con un approccio che quest’anno avrebbe fatto molto comodo in tante altre occasioni -, ma il fatto che non c’è stata l’ormai consueta partenza a handicap. Non c’è stata la solita montagna da scalare dopo i primi quindici minuti. Miglioramenti tardivi, è ovvio: se a inizio aprile la situazione è compromessa su quasi tutti i fronti, significa che i buoi sono già scappati dalla stalla. Però, quanto meno, tutto ciò certifica un dato di fatto. Questa non è una squadra da rifondare in termini di rosa: serve intervenire in modo chirurgico e non spazzando via senza guardare nomi e cognomi. Perché se così non fosse, il Milan non sarebbe in grado di reggere quattro partite, in questo modo, con la prima forza del campionato.

carezze

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Sorge anche un’altra riflessione osservando lo sciagurato Diavolo edizione ’24-25: parrebbe una squadra decisamente più portata alla partita secca, o comunque agli appuntamenti che offrono i percorsi più veloci. Più velocista che passista, insomma. Il meglio di sé i rossoneri in effetti lo hanno dato al di fuori del campionato, dove è stata un’agonia iniziata troppo presto e mal gestita a tutti i livelli. Poi, però, ci sono state serate da sballo. Notti in cui non c’è stato un solo tifoso che non abbia pensato “siamo tornati, finalmente”. E d’altra parte era impossibile non farsi coccolare da certe carezze come quelle del Bernabeu e di Riad. Ma anche del derby di andata in campionato, una di quelle partite che fanno sempre storia a sé. È come se la maratona di Serie A, con le sue trentotto curve, sia stata troppo sfibrante. Sintomo comunque di un gruppo dove, con tutta evidenza, diversi singoli appaiono a fine ciclo a Milanello, mentre altri hanno proprio imbroccato la classica annata da dimenticare.

qualsiasi scenario

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Vedi il Diavolo volare sul prato del Bernabeu e scrivere una pagina della propria storia europea, e poi è impossibile raccapezzarsi osservandolo nel tragico pareggio di Cagliari quattro giorni dopo. Vedi il Diavolo ribaltare nel giro di poche ore Juve e Inter in Supercoppa, e poi è impossibile raccapezzarsi osservandolo nell’altrettanto tragico pareggio (casalingo, stavolta) col Cagliari che pare diventato il Real. Già, le gare secche. Basta pensare a com’era andata con la Roma nei quarti di Coppa Italia: una vittoria con dentro lo spettacolo dei gol, del gioco e dei nuovi arrivati. Nel primo round con l’Inter il Milan ha chiarito di essere in grado di conquistare Roma. Il 23 aprile a San Siro potrà succedere di tutto, potrà anche arrivare l’ultimo schiaffo di una stagione maledetta, ma le potenzialità per agguantare la finale ci sono e la squadra lo sa. L’importante sarà evitare l’approccio visto col Feyenoord nel playoff di Champions: purtroppo anche quelle erano due gare secche…

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