Danilo: "Quando Alex Sandro è andato via dalla Juve ho pianto. Ancelotti mi prese al Real, poi..."

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L'ex capitano bianconero: "Io e Alex ci siamo sempre motivati a vicenda, ci completiamo sia in campo che nella vita. Quando sono arrivato a Madrid Carlo, che mi aveva voluto, era andato via"

Giovanni Albanese

Giornalista

9 aprile - 09:26 - MILANO

“Quando Alex Sandro ha lasciato la Juventus mi ha fatto piangere in campo, perché avevamo combattuto tante battaglie insieme”. Ha parlato un po’ anche di Juve Danilo, ex capitano bianconero ora al Flamengo, la squadra brasiliana che dovrà difendere la Copa Libertadores. Il difensore ha parlato del rapporto speciale che lo lega al compagno di squadra, dopo aver percorso insieme a lui praticamente tutta la carriera. “Questa cosa di giocare sempre insieme, penso che in un certo senso ci siamo sempre motivati a vicenda – ha detto Danilo al canale ufficiale del suo club -. Siamo maturati praticamente insieme. Ci scambiamo sempre idee. Alex è sempre stato il mio contrappunto, sia in campo, sia nello spogliatoio, sia nella vita. È una persona un po’ meno espressiva, forse più introspettiva. Io invece sono un po’ più energico, mi piace parlare, comunicare. E quando è andato via dalla Juve non pensavo che sarebbe stato così difficile. È stato allora che ho sentito davvero la sua mancanza”. 

RAPPORTO CON ANCELOTTI

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Danilo ha parlato anche di Carlo Ancelotti, neo ct del Brasile, svelando un retroscena di mercato di qualche anno fa: “La fiducia del mister è molto gratificante – ha detto -, senza dubbio è uno dei più grandi e vincenti allenatori della storia del calcio. È curioso: quando ero al Porto e sono andato al Real Madrid, è stato lui a portarmi praticamente lì, a comprarmi. Quando poi sono arrivato, lui era stato esonerato. Il calcio è così, sai com’è. Alla fine, non abbiamo lavorato insieme in quell’occasione, ma ci siamo ritrovati più di dieci anni dopo qui in nazionale. È un orgoglio enorme lavorare con lui, ascoltare certe parole, ma anche una responsabilità: devo arrivare lì e far correre i ragazzi”.

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