Distanze brevi, sette scontri diretti e tanti incroci delicati con le grandi. Mai in passato numeri così: ecco il perché
Nessuno lo ammette, ma tutti lo fanno. Carta, penna e calendario: quanti punti servono per salvarsi? La mitica quota salvezza quale sarà? Calcoli, previsioni, intrecci, classifiche avulse. Si pensa alla propria partita e agli altri risultati. "Ci aspettano tre finali" ripetono tutti. Prima erano quattro, sei o dieci, come se le partite fossero tutte decisive. Invece sarà soltanto l’ultima giornata a dire come si risolverà questa incredibile volata salvezza, che a 270’ dalla fine vede in ballo ancora almeno dieci squadre (aritmeticamente potrebbero essere di più, ma non esageriamo). Sette scontri diretti - al momento - sei sfide contro squadre oggi in corsa per la A diretta, dieci contro chi è in ballo per i playoff. Tra una o due giornate la situazione si chiarirà un po’. Intanto resta un inferno.
samp, bari e... grandi nei guai
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Partiamo da chi sta a quota 40. Con il playout a quota 36 (Entella) Südtirol, Mantova, Padova e Sampdoria non stanno tranquilli. Le prime due si affrontano sabato, ma attenzione: Castori poi va a Genova e riceve la Juve Stabia, mentre Modesto potrebbe decidere la promozione affrontando Monza e Frosinone. Breda invece va proprio nella trappola di Chiavari (poi riceve il Pescara e chiude a Cesena) e se inciampa mette nei guai tutti. Anche la Samp, che visita un Cesena in crisi ma che difende il posto nei playoff, prima di due scontri diretti con Südtirol e Reggiana. Terribile è il cammino che attende l’Empoli, oggi a +1 sullo spareggio e atteso prima a Venezia e poi a Monza, con in mezzo la visita di un Avellino lanciato a caccia dei playoff. L’obiettivo comune è tenersi cinque squadre alle spalle: nel 2020 il Cosenza ha dovuto fare 46 punti per riuscirci, nel 2022 alla Spal ne sarebbero bastati 36 (ne ha fatti comunque 42). Il range è quello, in passato si è passati dai 42 ai 44 punti per stare tranquilli. Oggi forse potrebbero bastarne di meno. Forse.
dramma playout
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Oggi nel playout ci sono Entella e Bari che, dopo le sfide di questo turno, il Primo maggio hanno uno scontro diretto (al San Nicola) che al momento è un anticipo dello spareggio, poi chiudono una in casa con la Carrarese e l’altro a Catanzaro, ossia squadre che oggi hanno i playoff (e il miglior piazzamento possibile) nel mirino. La salvezza diretta è vicina, ma la retrocessione senza spareggio pure; l’Entella, neopromossa, alla vigilia era pronta a un epilogo del genere, ma il Bari di sicuro no e il clima negativo lo sente. Le tre squadre oggi in Serie C sono appaiate a quota 33. Da quando la B è tornata a venti squadre, l’ultima col punteggio più alto è stata il Benevento con 35 nel 2022-23. Sarà superato. Oggi non c’è la squadra da tempo condannata, il Pescara era partito male ma poi con Gorgone (e Insigne) s’è rimesso in corsa. Ci sono squadre arrivate ultime con 18, 21 e 23 punti, una miseria. Lo stesso Pescara riceve la Juve Stabia e poi ha due scontri diretti a Padova e all’ultima con lo Spezia (e D’Angelo è pescarese...). Proprio lo Spezia trema al pensiero di dover andare a Catanzaro e ospitare il Venezia prima di quel giorno. Mentre la Reggiana è in casa col Palermo, ha il derby a Modena e chiude con una Samp forse già salva. Il Paradiso è vicino, ma l’Inferno fa paura. Non solo per l’aspetto sportivo, ma soprattutto per le ricadute economiche di una retrocessione in Serie C. E questa è una delle grandi storture del nostro calcio.


