Dal Mondiale per club al caos: il Chelsea esonera Rosenior dopo tre mesi

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Il 3-0 a Brighton fatale al tecnico che a metà gennaio aveva preso il posto del dimissionario Maresca. McFarlane guiderà la squadra fino al termine della stagione 

22 aprile - 19:20 - LONDRA

Liam Rosenior non è più l’allenatore del Chelsea. Il club ha annunciato il divorzio dal tecnico inglese, che solo a metà gennaio, poco più di tre mesi fa, aveva firmato un contratto di cinque anni e mezzo dopo essere stato promosso dallo Strasburgo per guidare i Blues dopo le dimissioni di Enzo Maresca. Presentato come un tecnico intelligente in grado di lavorare nel sistema Chelsea dove l’allenatore è forse la 7ª persona più importante nelle gerarchie del club, Rosenior viene messo alla porta dopo una serie di 5 sconfitte consecutive in campionato senza segnare nemmeno un gol, sequenza che i Blues non mettevano insieme dal 1912, l’anno dell’affondamento del Titanic. Un’immagine che sembra perfetta per il Chelsea degli ultimi mesi. 

IL COMUNICATO

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“Il Chelsea oggi si è separato dall’head coach Liam Rosenior - annunciano i Blues nel comunicato delle 18.21 italiane -. A nome di tutti al Chelsea, vorremmo rendere pubblica la gratitudine per Liam e il suo staff per gli sforzi durante il loro periodo nel club. Liam si è sempre comportato con la massima integrità e professionalità da quando è arrivato a metà stagione. Questa è una decisione che il club non ha preso alla leggera, ma gli ultimi risultati e le prestazioni sono scese sotto i nostri necessari standard, con così tanto ancora in palio in questa stagione. Tutti al Chelsea augurano a Liam successo per il futuro. Calum McFarlane guiderà la squadra fino al termine della stagione con il supporto dello staff attuale, con l’obiettivo di ottenere la qualificazione per l’Europa e di andare avanti in FA Cup. Mentre il club lavora per portare stabilità nel ruolo di allenatore, avvieremo un processo di riflessione per assicurarci di scegliere l’uomo giusto a lungo termine”. 

LA SITUAZIONE

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Rosenior fino a ieri aveva l’appoggio dei vertici del club, ma il 3-0 preso a Brighton sotto gli occhi di Behdad Eghbali, azionista in questo momento responsabile per la gestione del Chelsea, ha fatto decidere per il suo allontanamento. Le cinque sconfitte consecutive hanno fatto precipitare i Blues al 7° posto in Premier, lontani 7 punti con quattro partite da giocare da quel piazzamento in Champions che a inizio stagione era considerato l’obiettivo minimo. L’esonero di Rosenior, alla prima esperienza da allenatore in Premier quando a gennaio è stato promosso dallo Strasburgo, maschera problemi nella gestione del club che si trascinano da tempo e che hanno messo nel mirino dei tifosi l’intero progetto della gestione Usa dei Blues, non solo gli ultimi mesi. Rosenior ha fatto sicuramente degli errori, ma paga anche colpe non sue, paga questo eterno contrasto tra la realtà attuale del Chelsea, una squadra imbottita di giovani molti dei quali pagati decisamente più di quello per cui stanno rendendo, e l’idea a cui i tifosi sono aggrappati che questo sia il club dell’era Abramovich, quello che giocava per vincere qualcosa di importante in ogni stagione. 

LA SPIRALE

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Sembra passato un secolo da quando lo scorso luglio, con Maresca in panchina, il Chelsea faceva a pezzi il Psg nella finale del Mondiale per club e vinceva il secondo trofeo della nuova gestione dopo la Conference League conquistata due mesi prima. Quelle coppe, le prime della nuova era, e il 4° posto nella Premier 2024-25 con la rosa più giovane nella storia moderna del campionato inglese, sembravano l’inizio di una nuova era vincente a Stamford Bridge. Invece la situazione è precipitata, con Maresca che a Capodanno ha sbattuto la porta, stanco delle eccessive ingerenze del club nella gestione tecnica di una squadra che, nonostante l’assenza di preparazione e i continui infortuni della star Cole Palmer, era riuscito a portare in semifinale di Carabao Cup, ad un passo da un posto tra le prime otto nel girone di Champions e a ridosso delle prime in Premier. Rosenior a gennaio, un giovane ambizioso allenatore per un club giovane e ambizioso, sembrava la scelta giusta perché veniva dallo Strasburgo ed era abituato a lavorare nel sistema messo in piedi dal Chelsea, quello dove il tecnico viene dopo gli azionisti, i direttori sportivi, lo staff medico e il capo delle analytics. Ha funzionato all’inizio, quando nel primo mese del nuovo corso i Blues hanno perso solo con l’Arsenal, ma le cose poi sono precipitate rapidamente. Il Chelsea, oltre ai 5 ko di fila, in Premier ha fatto appena 5 punti nelle ultime 9 partite, più solo del Tottenham, e in generale ha perso 7 delle ultime otto uscite, compreso l’8-2 incassato tra andata e ritorno da quello stesso PSG che a luglio aveva surclassato. L’esonero di Rosenior promette di non cambiare nulla se quel “processo di riflessione” non porterà i Blues e la sua dirigenza a capire cosa vogliono essere.

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