Nonostante fosse considerato il nuovo Pirlo (soprattutto per le caratteristiche fisiche) il centrocampista del Newcastle si è affermato come calciatore box to box. Ecco perché per la Juve sarebbe un grande upgrade
In origine, per maglia indossata e taglio di capelli, era il "nuovo Pirlo", anche se lui da bambino aveva una tazza con la faccia di Gattuso, si era presto sbrigato a precisare che il suo idolo "è sempre stato Iniesta" e, ad inizio carriera, alla Gazzetta, diceva di essere un mediano e di non avere nemmeno "la tecnica di Verratti e Sensi". Ora, a nemmeno 25 anni e a quasi 8 di distanza dalla sua prima presenza in Serie B, Sandro Tonali è un centrocampista completo e di livello europeo. Una crescita graduale e accidentata, passata attraverso due lunghi e necessari periodi di introspezione, ma che ha trasformato il ragazzo di Sant'Angelo Lodigiano da centrocampista di rottura a vero e proprio box to box, capace di tutto in mezzo al campo e di integrarsi bene in tutti i moduli. Anche, eventualmente, nella Juve della prossima stagione.
sandro tonali, un predestinato
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"Nato per fare il calciatore" lo definiva agli esordi il presidente del Brescia, Massimo Cellino, e tutti gli allenatori che lo avevano avuto nelle Rondinelle ne sottolineavano la capacità di unire "geometrie di gioco, struttura fisica e mentalità". Tonali, però, pur avendo debuttato con le stimmate del predestinato (convocato in Nazionale quando ancora giocava in B), ha avuto bisogno di tempo per rendere completo il suo percorso.

tonali al brescia
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Quando esordisce in Serie A nell'agosto del 2019, a Cagliari, con la maglia del Brescia, Tonali viene schierato da mediano davanti alla difesa, con il compito anche di abbassarsi, se necessario, tra i due centrali della retroguardia. Allora come già nelle due precedenti annate di Serie B si nota la sua capacità "di lotta", ma, sebbene non si tiri indietro di fronte alle responsabilità di provare a gestire i ritmi delle gare, fatica nei compiti "di governo": tenta molto spesso il lancio lungo o l'apertura in diagonale e così le sue percentuali di pulizia nei passaggi si attestano su dati abbastanza bassi. Come si vede dalla grafica soprastante, praticamente è sbagliato un appoggio su due. Però si inizia a notare una sua caratteristica peculiare: tra i centrocampisti difensivi di quella stagione di A è quello che porta palla in media per più metri.

tonali al milan
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Col passaggio al Milan per una cifra complessiva di 35 milioni di euro, nel settembre 2020, ecco il primo momento di difficoltà per Tonali, che, praticamente, si sente arrivato. "Ero un ragazzino di vent'anni che era a Milano con la fidanzata, che guadagnava un sacco di soldi, giocava nella sua squadra del cuore, non avevo più obiettivi nella mia vita - ha raccontato in una recente intervista - . Questi ragionamenti e pensieri che facevo fuori dal campo poi si rispecchiavano in campo". E così, nei primi 12 mesi rossoneri, l'ex "nuovo Pirlo" appare timido, lento e compassato e finisce spesso ai margini. Ma quando, nell'estate successiva, Sandro compie lo switch mentale, l'Italia scopre un nuovo Tonali: aggressivo, tutta corsa, contrasti, progressioni e pressing, si propone in avanti, è più "alto" in campo, al bisogno svaria sulle fasce. Due dei gol determinanti nella volata finale per lo scudetto milanista, contro Lazio e Verona, sono proprio figli di due suoi inserimenti: rivedere per credere.

La cessione al Newcastle e, soprattutto, i successivi 7 mesi di stop forzato per la questione calcioscommesse mettono nuovamente alla prova la mente di Tonali, che, però, stavolta ha gli anticorpi per resistere. E quando torna in campo raggiunge la sua definitiva consacrazione. Nella squadra di Eddie Howe l'azzurro torna a giocare da mediano in una linea a tre dopo il 4-2-3-1 rossonero, si abbassa in fase difensiva come ai tempi di Brescia, e, in un campionato più fisico come la Premier League, spicca ancora di più la sua prestanza e quella capacità (parole di Mike Maignan) di difendere il pallone frapponendo il sedere tra la sfera e l'avversario. Tonali, però, non perde quelle caratteristiche di aggressività e strappo che ha acquisito negli anni milanisti. Anzi, la sua partecipazione al gioco offensivo aumenta, tanto che arriva molto più spesso al tiro in porta.

Quel mediano che all'inizio era considerato "il nuovo Pirlo" e che preferiva autodefinirsi "un Gattuso con più tecnica" adesso è un centrocampista completo a 360 gradi. E viste le difficoltà in costruzione mostrate dalla Juve in questa stagione, si capisce bene perché alla Continassa da mesi stanno pensando a lui per dare una svolta al centrocampo nella prossima stagione. All'Allianz non sarebbe il nuovo Pirlo, ma nemmeno la reincarnazione di Vidal, Pogba o Marchisio. Sarebbe, semplicemente Sandro Tonali. Ma sarebbe un grande upgrade.