Una Nazionale inedita, ma non per questo priva di valore: dentro le scelte del ct a tempo - solo due le gare nella sua agenda - c’è un piccolo, grande tesoro azzurro. Silvio Baldini ha voluto consegnarci un messaggio, chiaro, diretto, senza bisogno di correre all’interpretazione: se vogliamo risalire la corrente servirà anche l’adrenalina che solo i più giovani sanno trasmettere. Adrenalina, intensità, valutazione: tutto molto intrecciato. Là davanti ecco la figura di Pio Esposito, campione d’Italia in nerazzurro e numero nove del nostro calcio a prova di concorrenza: sul mercato Pio non c’è e non ci sarà, se ci fosse si partirebbe da una cifra di 45 milioni di euro per strapparlo alla casa interista.
Chi viaggia accompagnato da un peso economico non banale è l’esterno Palestra, 40 milioni il suo valore, l’Inter pronta a scendere in campo con tutta la sua forza per aggiungerlo alla lista di Chivu. Di dieci milioni in meno è la valutazione del giallorosso Pisilli a completare il podio (Pio-Palestra Pisilli) dei più cari nell’Italia mai vista di Baldini. Vicino a quota trenta milioni come valore di mercato troviamo l’atalantino Ahanor, poco superiore ai venti c’è il milanista Bartezzaghi, poco inferiore alla stessa cifra ci sono il fiorentino Comuzzo e il compagno di squadra 1 Ndour, ma anche il genoano Ekhator. Lunga la lista di chi sul mercato pesa 15 milioni: dai ragazzi d’oro del Borussia Dortmund Inacio e Reggiani, entrambi diciottenni, a Francesco Camarda, ultima stagione a Lecce, ma di proprietà del Milan. Tradotto: in Lussemburgo mercoledì e a Creta domenica prossima si presenterà un’Italia ricca di gioventù e aspettative, ma anche una Nazionale che si porta dietro un tesoro complessivo da 300 milioni di euro. I ragazzi di Baldini hanno il futuro nelle loro mani. Compreso quello di chi li guarderà con la speranza di ritrovare la felicità perduta nella notte di Zenica, Bosnia.



