Da Di Canio al nipote di Bigon: quando la leatà sportiva è più importante di un gol

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Paolo di Canio, left, from Italy  poses with his trophy for the FIFA fair play award with Franz Beckenbauer, right, at the the  FIFA World Player trophy 2001 Gala  in Zuerich, Switzerland, on Monday,  December 17 2001. ANSA /WALTER BIERI
Lorenzo Topello

Collaboratore

4 marzo - 13:41 - MILANO

Quello di Fumagalli durante Reggiana-Südtirol è l'ultimo di una serie di gesti di fair play in una partita di calcio. Ecco alcuni dei più recenti

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Al Mapei Stadium...

Alessio Cragno (Sudtirol 22)Campionato italiano di calcio Serie BKT 2025/2026 allo stadio Druso di Bolzano, Italia - 28 Febbraio 2026 - Sport - Calcio. (Photo by Paolo Savio/LaPresse)

La sportività per una sera prende residenza dalle parti del Mapei Stadium, durante Reggiana-Südtirol: con gli altoatesini in vantaggio 1-0, gli amaranto accelerano le operazioni e lanciano in profondità Fumagalli che viene fronteggiato dall’uscita di Cragno. Il numero uno del Sudtirol lo anticipa, ma si ferma per un problema muscolare: Fumagalli potrebbe calciare a porta vuota, ma preferisce appoggiare fuori per permettere i soccorsi al collega. Fair play di rara bellezza, fortunatamente non unico nella storia: dal celebre esempio di Di Canio alla storia di un nipote d’arte, ecco dove abbiamo già visto attaccanti rinunciare al gol con l’avversario a terra.

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